Non è più ormai un mistero, quello che è la tattica mediatico-politica della sinistra. Sono mesi che assistiamo ad un teatrino, quasi ossessivo, di catapulte di fango e denigrazione dell’avversario politico.
Sulle note del “me la canto e me la suono” azzarda soliloqui gestendo situazioni senza alcun confronto agendo in autonomia da protagonista.
Loro, quelli che …. con il “democratico”, ci hanno fatto pure il simbolo. Poco male, registriamo e allo stesso tempo ringraziamo vivamente.
Questa tattica che hanno intrapreso da diversi anni li ha sempre portati a disfatte e batoste in giro per i territori che dirle tali è un eufemismo.
Quello che deve essere confrontato e argomentato è lo scontro tra le visioni di città e tra i programmi elettorali che illustrano l’Arezzo dei prossimi anni. Un programma, quello nostro, che guarda alle prossime generazioni.
Mentre, quello della sinistra o campo largo, è un compitino astratto scritto da chi non è di Arezzo e senza alcuna conoscenza delle cose aretine e dove non vi è menzione né di Giostra del Saracino, né di nuovo stadio e né di stazione dell’AV, così tanto per dirne qualcuna.
Perché un conto è parlarne, anche polemicamente, un altro conto è scriverlo nei documenti essenziali di programmazione per la città e il futuro. E questo futuro quale garanzie avrà per lo stadio se si nutrono dubbi, come palesato nell’ultimo confronto tra candidati ?
Quali garanzie avrà la stazione dell’AV Medio Etruria da fare vicino a Rigutino ? Forse qualche alleato del campo largo non è del tutto a favore?
Perché la Giostra del Saracino non merita attenzione nel programma elettorale di sinistra?
I temi, le proposte e la dimostrazione di non essere sempre stati rinchiusi nei palazzi politici e di potere assieme al fatto di governare bene sono le cose che vogliono i cittadini, ormai giustamente stanchi, dei soliti teatrini.

