“Maria Rosa Marchi qualche giorno fa con un messaggio mi ha ricordato un libro di Alessandro Baricco” esordisce la Dirigente Scolastica dell’I.C. Cesalpino Sandra Guidelli.

“Un romanzo ricco di riflessioni sul destino e la passione e sulla necessità di lasciare andare le cose. Un libro che esplora la ricerca della felicità nei segreti e nei momenti sospesi” aggiunge Sandra Guidelli.
“E Maria Rosa Marchi, che quest’anno ha curato il progetto autobiografia all’interno della nostra scuola media, mi ha ricordato una frase in particolare tratta da quel libro” puntualizza la Dirigente Scolastica.
Perché se hai 5 anni e tuo padre ti porta con sé, in quel modo, sei felice e basta.
Prendendo a prestito anche il titolo della canzone di Maria Antonietta e Colombre presentata all’ultimo Festival di Sanremo “La felicità e basta”, le parole di Baricco risuonano come un invito a scegliere la felicità senza cercare giustificazioni e razionalizzazioni, celebrando la gioia come una scelta collettiva e inaspettata.
La felicità è una forma di libertà, la libertà da tutte le aspettative.
In un mondo dove ci riempiamo di aspettative – sullo studio, sul lavoro, sui figli, sul tempo libero, sulla connessione internet – forse, per essere felici, dovremmo imparare a mollare un po’ la presa.
Le aspettative sono quelle vocine fastidiose che ci dicono come dovrebbe essere la nostra vita.
“Ma perché dovremmo incastrare i nostri ragazzi in tutti questi dovrei? – afferma Sandra Guidelli – caricandoli di aspettative e spesso di ansie? Non è più bello respirare e vedere cosa succede, senza voler controllare tutto?”.
Ecco allora che il progetto autobiografia che sarà raccontato all’interno del Cesalpino Festival e curato durante l’anno scolastico da Maria Rosa Marchi della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, si presenta come uno splendido percorso educativo e creativo che attraverso la narrazione di sé ha integrato competenze creative e riflessioni personali.
Il “sei felice e basta” di raccontarsi imparando ad ascoltare con attenzione le storie degli altri.
Perché il progetto autobiografia non è stato soltanto un percorso strutturato che ha mirato a sviluppare competenze emotive e relazionali dei ragazzi, ma un ponte meraviglioso per essere felici e basta.
Felici di appartenere alla comunità educante dell’I.C. Cesalpino, un luogo accogliente di crescita e di condivisione di valori.
Felici di aver utilizzato durante l’anno assieme a Maria Rosa Marchi penne e quaderni per fermare ricordi, condividere emozioni, immaginare desideri e sogni ovvero semplicemente raccontarsi con sincerità, senza maschere.
“I laboratori di scrittura autobiografica in cui i nostri ragazzi sono stati guidati nell’esplorazione del proprio vissuto, hanno rappresentato una incredibile opportunità di confronto e di crescita e non posso che ringraziare Maria Rosa Marchi e la prof.ssa Maria Grazia Mura” interviene Sandra Guidelli.
“Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo” canta Bob Dylan in un brano che probabilmente molti degli studenti della Cesalpino non conoscono.
Ma l’arte di scrivere in fondo è l’arte di scoprire ciò in cui si crede e la memoria di ogni persona è la sua letteratura privata: i ragazzi della scuola media aretina unendo una parola all’altra hanno unito emozioni e ricordi, la loro personale letteratura insomma.
Non c’è nulla di sorprendente come la vita, tranne lo scrivere della vita.
Mettere ordine nei ricordi ponendo attenzione ad ogni frase scritta e cercando ogni volta di rispondere a quattro domande imprescindibili.
Che cosa sto cercando di dire?
Con quali parole posso esprimerlo?
Quali immagini o espressioni lo renderanno più chiaro?
L’immagine che sto per utilizzare è abbastanza attuale per suscitare l’effetto desiderato?
Come tanti giovani Alessandro Baricco che amano toccare la vita e non sfiorarla con mano sfuggevole, i ragazzi della Cesalpino hanno scritto pensieri, aforismi, brevi riflessioni creando un bellissimo libro dei ricordi proiettato nel futuro.
Un libro scritto a mano, non rifuggendo dai nuovi supporti digitali però, realizzando anche video.
Fantasia ed immaginazione.
Mettere a nudo i propri cuori raccontando con sincerità i propri mondi, tutti unici e meravigliosi.
Scrivere è un’attività complessa.
È insieme cercare l’immaginario e voler comunicare.
Scrivere significa essere autentici.
Ma scrivere è anche trascrivere.
Trascrivere storie, ricordi, cose di cui la vita ci ha reso partecipi.
Luci, ombre, paesaggi, momenti di felicità.
“Il progetto autobiografia curato da Maria Rosa Marchi con il coordinamento della prof.ssa Maria Grazia Mura, ha rappresentato per tutti i ragazzi della nostra scuola un’esperienza straordinaria quasi magica perché ogni pagina ha trasmesso quella sensazione che tutte le parole in realtà siano state lì per un motivo, scritte con inchiostro invisibile che chiede a gran voce di diventare visibili” conclude Sandra Guidelli.


