Quando parlo di sicurezza non lo faccio mai per fare polemica. Parlo da cittadino prima ancora che da consigliere, perché la sicurezza è un diritto vero, quotidiano, che riguarda tutti.
Il fatto gravissimo di Massa, un uomo ucciso dopo aver semplicemente rimproverato dei ragazzi, ci colpisce e ci deve far riflettere. Sono episodi che sembrano lontani, ma in realtà ci dicono che il problema non è mai “altrove”. È ovunque si abbassi l’attenzione.
Io non dico che Castiglion Fiorentino sia in emergenza, sarebbe sbagliato e ingiusto dirlo. Ma proprio perché non siamo in emergenza, dobbiamo intervenire prima che le situazioni degenerino. Prevenire, non rincorrere.
Invece vedo troppi annunci e pochi fatti concreti. Il progetto delle “100 telecamere” è ancora fermo, e sul territorio la presenza della Polizia Municipale si percepisce poco nella vita quotidiana, mentre la si nota soprattutto lungo la SR71 nei controlli di velocità.
Nel frattempo cresce una sensazione che mi viene raccontata spesso dai cittadini: un senso di abbandono, soprattutto la sera e nei luoghi di aggregazione.
E qui c’è il punto vero: i giovani. Non basta parlare di sicurezza se poi non si creano spazi vivi, aperti, accessibili, dove i ragazzi possano incontrarsi, stare insieme, costruire qualcosa.
Un esempio concreto ce l’abbiamo già sotto gli occhi. Il Caffè Letterario al Cassero: il Comune ci ha investito 113.000 euro, ma oggi è quasi sempre chiuso. È un peccato, perché è già uno spazio pronto.
Io mi chiedo semplicemente questo: perché non farlo funzionare davvero? Perché non trasformarlo in un luogo vivo per i giovani e per la città?
Non servono nuovi slogan. Servono scelte. E serve anche un po’ di coraggio amministrativo.
Meno annunci, più fatti.

