Lo sfilacciamento del panno del Casentino sta arrivando alla fine. Così come il lavoro degli ultimi 12 operai rimasti.
“La valorizzazione della storia e della cultura di questo prodotto è fondamentale – commenta Alessandro Tracchi, segretario della Cgil aretina. Bene quindi i riferimenti ai reali inglesi e alle produzioni hollywoodiane ma la priorità della Cgil è il lavoro.
In questo caso dei 12 operai rimasti e che stanno esaurendo gli ammortizzatori sociali. Per essere più chiari: prima niente occupazione e tra poco niente soldi. Con possibilità molto basse di trovare lavoro in una provincia in crisi come quella di Arezzo”.
In questi mesi i media hanno registrato disponibilità a riattivare la produzione e quindi a garantire lavoro. “Molti nomi – ricorda Tracchi.
Tra i quali alcuni di assoluto rilievo come quello di Manteco. Siamo contenti di questa attenzione ma insoddisfatti per la mancata – per ora – operatività.
La Cgil e la Filctem, in rappresentanza dei lavoratori, si dichiarano disponibili a incontrare immediatamente chi abbia serie volontà di rilancio del panno del Casentino con adeguate garanzie occupazionali.
I tempi si stanno esaurendo e i lavoratori sono sempre pià esposti al rischio di rimanere senza alcun reddito. Bisogna quindi fare presto e la Cgil è pienamente disponibile a fare la sua parte”.

