Il treno è uno dei mezzi di trasporto più sicuri che esistano.
Ma la sicurezza non si dà per scontata: si costruisce ogni giorno, con competenza, attenzione e lavoro di squadra.
È questo il messaggio che TFT e LFI hanno voluto lanciare giovedì 11 giugno ad Arezzo, riunendo all’Hotel Minerva esperti nazionali per la prima Giornata della Sicurezza Ferroviaria.
Un pomeriggio di confronto aperto, coordinato dal giornalista Federico D’Ascoli, con esperti di livello nazionale ed europeo, rappresentanti istituzionali e operatori del settore, per mettere a fuoco un tema che non ammette approssimazioni: la sicurezza nel trasporto su ferro e il ruolo che i fattori umani ed organizzativi giocano ogni giorno nel tenerla alta.
Dopo i saluti introduttivi del presidente LFI Bernardo Mennini e dell’amministratore unico TFT Maurizio Seri, i lavori hanno preso avvio con l’intervento di Anna Patacchini, dell’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie (ERA), tra le maggiori esperte italiane del settore.
Patacchini ha illustrato il quadro normativo europeo — con particolare riferimento al Regolamento UE 2018/762 — sottolineando come i fattori umani e organizzativi siano oggi riconosciuti come elementi chiave del sistema di gestione della sicurezza, al pari di quelli tecnici.
Giuliano Rossi, ingegnere civile, dottore di ricerca in analisi dei rischi e coautore del protocollo SEW (Sharing Enterprise Wellbeing), ha affrontato la sfida di tradurre le norme in comportamenti quotidiani.
Al centro del suo intervento, il valore strategico della professionalità ferroviaria e la necessità di condividere — non solo trasmettere — l’orizzonte della sicurezza all’interno delle organizzazioni.
Un contributo originale è arrivato dalla psicologa e psicoterapeuta Martina Esposito, che ha portato la prospettiva delle scienze cognitive sul tema.
Riconoscere le proprie emozioni — compreso lo stress da lavoro — è, ha spiegato, un atto di prevenzione: chi è consapevole del proprio stato emotivo lavora meglio, commette meno errori, collabora più efficacemente.
Un messaggio che ha trovato riscontro diretto nell’esperienza di Claudia Forconi e Marco Vitali di Trenitalia Tper, che hanno messo al centro del loro approccio alla sicurezza ascolto ed empatia, oltre agli strumenti tecnici e formativi.
Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Giaccherini e Tiziano Selvaggio, responsabili del Sistema di Gestione della Sicurezza rispettivamente di TFT e LFI, che hanno raccontato l’impegno concreto delle due aziende in questo ambito, giorno per giorno.
All’evento ha partecipato anche l’assessore regionale Boni, che ha portato il saluto della Regione Toscana e la consigliera regionale Roberta Casini.
“Di sicurezza non si parla mai abbastanza — ha sottolineato l’assessore Boni —. Come Regione Toscana stiamo lavorando su tutti i fronti, dai cantieri ai passaggi a livello, dalla sicurezza dei lavoratori a quella dei viaggiatori. Ringraziamo LFI e TFT per questa iniziativa e per il lavoro che portano avanti ogni giorno”.
“La sicurezza ferroviaria non è uno slogan, è una pratica quotidiana che coinvolge tutti: i lavoratori, l’azienda, le organizzazioni sindacali.
Ogni giorno, in qualunque minuto, c’è qualcuno che garantisce che quel treno sia sicuro. Questa giornata serve a formarsi, aggiornarsi” ha detto il presidente LFI Bernardo Mennini.
“Condivisione, interazione e collaborazione: queste sono le parole chiave anche sul fronte della sicurezza.
Ogni giorno – ha aggiunto l’amministratore unico TFT Maurizio Seri – sui nostri treni salgono 3.500 persone che vogliono viaggiare in sicurezza. Vogliamo migliorare, sia sul piano umano che tecnologico, e le professionalità che abbiamo sono il nostro valore più grande”.

