Nel presentare il regolamento per la disciplina del sistema di videosorveglianza del Comune di Arezzo, il sindaco Alessandro Ghinelli ha sottolineato come “le norme siano state elaborate in sintonia con le forze dell’ordine e con la finalità di rendere la sicurezza non un fatto di ordine pubblico ma un bene pubblico.
Sono disciplinati vari strumenti, ciascuno per la sua specifica finalità: il targa system, i droni, le body-cam e le dash-cam per situazioni come l’accertamento di un reato o per garantire l’incolumità degli agenti di polizia locale, le telecamere attive ai varchi della ztl, le telecamere interne alle sedi degli uffici, le foto-trappole in prossimità delle aree maggiormente interessate da rischi ambientali, le 470 telecamere distribuite in vari punti della città.
Il testo regola la conservazione dei dati, per periodi comunque limitati a sette giorni salvo estensioni ammesse esclusivamente in presenza di motivate esigenze, documentate con atto formale, e il diritto di accesso ai filmati stessi”.
Nel rispondere alle domande dei consiglieri comunali il segretario generale ha ricordato che non è utilizzata al momento l’intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale e che l’utilizzo delle immagini è ammesso solo per perseguire interessi pubblici, svolgere funzioni istituzionali e nel rispetto della privacy. Favorevoli 18 e 9 astenuti.

