Un percorso che riporta al centro della vita cittadina due patrimoni della cultura aretina e toscana, ovvero la poesia estemporanea a braccio in ottava rima e il teatro popolare in vernacolo.
E’ il progetto della Fondazione Thevenin “Voci di Arezzo. Ottava Rima, Vernacolo e Teatro Popolare”, risultato tra i vincitori del bando “Valorizzazione delle tradizioni locali e della memoria storica 2026” a cura dell’Assessorato all’Aretinità e Cultura della memoria del Comune di Arezzo.
Giovedì 12 novembre alle ore 17:00 al Teatro Virginian il primo appuntamento è con l’ottava rima, la stanza di otto endecasillabi con cui per generazioni si è improvvisato nelle varie occasioni di ritrovo.
L’esibizione “Voci in Ottava” riproporrà una usanza dalle origini antiche, compagna quotidiana del lavoro e delle feste nelle campagne e città toscane, la cui forma più amata si esprime nel “contrasto”: a due poeti viene assegnato un tema, un argomento spesso di attualità, sul quale dovranno confrontarsi in una sorta di duello verbale nel quale viene sempre ripresa l’ultima rima lasciata dal poeta che precede. Quasi sempre si chiude poi a versi alternati in una sorta di “pace” finale senza vincitori né vinti.
Una tradizione preziosa e delicata che ad Arezzo ha avuto interpreti riconosciuti, come Azelio Puleri, Edilio Romanelli, Ivo Mafucci, Renato Livi (meglio noto come Il Calamita), Mario Mattesini.
Protagonisti della pomeridiana, i poeti in Ottava Rima Marco Betti, Lorenzo Michelini, Stefano Rossi con la partecipazione del decano Franco Ceccarelli, rimasti sul nostro territorio tra i pochissimi custodi di questa vera e propria forma di arte popolare. Con loro, Marco Giovani, che con la sua fisarmonica accompagnerà poi una esibizione di storie e stornelli.
La memoria e la valorizzazione del vernacolo sono al centro della proposta di teatro popolare condivisa con la Compagnia del Polvarone che, fedele al proprio ruolo di mantenere viva la memoria storica, l’ironia popolare e l’identità linguistica caratterizzata da cadenze, modi di dire, vocaboli e inflessioni tipiche della Toscana orientale, metterà in scena sabato 21 novembre alle ore 21:00 presso il teatro “Rosa Moretti” di San Giuliano la commedia “Come eravamo” scritta e diretta da Roberta Sodi.
In scena oltre venti attori, tra veterani e nuovi volti, per una rivisitazione degli anni Cinquanta attraverso i brani più divertenti delle vecchie commedie della compagnia, con gli intermezzi musicali degli stornellatori Gli Ardacapo.
Obiettivo del progetto della Fondazione Thevenin, non soltanto offrire al pubblico l’occasione di fare memoria del proprio passato ma anche fare in modo che queste tradizioni non restino patrimonio di pochi appassionati per tornare ad essere un’esperienza condivisa dall’intera comunità, a partire dalle nuove generazioni.
E’ infatti parte di “Voci di Arezzo” il laboratorio didattico dedicato all’Ottava Rima. Mercoledì 11 novembre gli studenti della 3°E sezione teatrale del Liceo “Vittoria Colonna”, coordinata dalla professoressa Chiara Meozzi, saranno introdotti alla storia e all’evoluzione di questa tradizionale forma d’improvvisazione dai poeti dell’estemporanea, che spiegheranno loro la struttura formale, l’andamento delle rime, la melodia e il “senso” che ha e può avere ancora confrontarsi in poesia. Molto spazio sarà riservato alla pratica coinvolgendo gli studenti nel creare essi stessi ottave e rime.
“Siamo orgogliosi che ‘Voci di Arezzo’ sia stato riconosciuto tra i progetti vincitori del bando del Comune, e ringraziamo l’Amministrazione per la sensibilità dimostrata verso le nostre tradizioni – dichiara Annalisa Romanelli, presidente della Fondazione Thevenin -.
L’ottava rima e il teatro in vernacolo sono voci autentiche della nostra identità, custodite da un numero ristretto di poeti, attori e appassionati. Vogliamo restituirle alla città e consegnarle ai più giovani, perché non restino un ricordo ma tornino a essere un’esperienza viva e condivisa. Invitiamo tutti gli aretini a partecipare ai nostri appuntamenti, che saranno gratuiti”.
“Conservare la nostra memoria storica significa dare radici salde alla comunità – commenta l’assessore Federico Rossi – e con questo bando abbiamo voluto premiare idee capaci di far rivivere l’anima più autentica di Arezzo.
Il progetto del Thevenin ha il grande merito di non limitarsi alla sola rappresentazione ma di creare un vero e proprio ponte con i giovani attraverso i laboratori didattici. La poesia a braccio e il teatro popolare sono la nostra carta d’identità culturale: vederle tramandare agli studenti delle scuole è la dimostrazione che l’aretinità è più viva che mai”.
Il progetto della Fondazione Thevenin ha il patrocinio e contributo del Comune di Arezzo. Partner L’Ottava Rima, Liceo “Vittoria Colonna”, La Compagnia del Polvarone.

