Scuola Cesalpino: un laboratorio di scrittura horror ma non solo

Un percorso pratico e teorico per imparare a dosare la paura, a costruire atmosfere horror e dare vita a storie capaci di tenere chi legge con il fiato sospeso.

Alla scuola media Cesalpino ci si avvicina alla notte di Halloween comprendendo la differenza tra terrore ed orrore, tra suspence e shock: il tutto in chiave narrativa.

Come si costruisce l’atmosfera horror?

Come si usano i dettagli sensoriali per creare un senso di minaccia costante?

Come si sceglie il cattivo, la creatura malvagia, non solo come entità spaventosa, ma come specchio di paure collettive o intime?

E soprattutto come far entrare il lettore o il visitatore del Ghost Party dentro la storia in un crescendo di suspense e colpi di scena?

Un vero e proprio laboratorio intensivo di scrittura e manualità creativa dedicato alla notte di Halloween denominato dagli studenti della 1F e delle 2E e 2F della scuola media aretina “Ghost Party”.

Tutti vogliono scrivere un racconto horror riempiendolo di particolari, esagerazioni, dettagli.

Invece per lavorare con la paura è necessario riconoscerla, affrontarla e avere misura nel descriverla, così da lasciare all’indeterminato e al non detto.

La sempre vulcanica prof.ssa Maria Grazia Mura ha condotto i ragazzi in un viaggio straordinario sul come affrontare la paura, guardandola negli occhi.

Perché conoscerla fa parte di quei riti di iniziazione che preparano alla vita adulta e, come spesso accade, la letteratura può aiutarci a conoscere e riconoscere noi stessi.

“Lavorare con la paura significa imparare a riconoscerla come un’emozione di sopravvivenza e a non considerarla un blocco definitivo, trasformandola progressivamente in coraggio” ricorda la Dirigente Scolastica Sandra Guidelli.

“Un compito di realtà: un vero Ghost party – interviene Maria Grazia Mura – i ragazzi hanno realizzato le decorazioni per il party, le musiche, gli inviti al party. Durante il laboratorio/party hanno letto i racconti horror da loro scritti, partendo dallo studio dell’unità di apprendimento dell’antologia sull’horror”.

Fuggire da ciò che spaventa offre un sollievo immediato, ma a lungo termine fa crescere la paura e la trasforma in panico o ansia.

Il coraggio non è assenza di paura ma significa agire e affrontare le situazioni nonostante la paura.

Affrontare e reagire alle paure evitando di vivere in uno stato di costante allarme.

“La paura è un qualcosa di assolutamente fisiologico, anzi è necessaria per la crescita e lo manifestano molto bene i nostri ragazzi che a mano a mano che affrontano le loro paure e crescono, si rafforzano e diventano poi adulti” aggiunge Sandra Guidelli.

“I ragazzi sono stati bravissimi. Le musiche, le decorazioni e gli inviti per partecipare al Ghost Party sono stati realizzati con grande entusiasmo e creatività. La lettura dei loro racconti ci ha aiutato ad affrontare le nostre paure nel concreto, aiutandoci l’un l’altro” conclude la prof.ssa Maria Grazia Mura.

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