Miravalle, una collina devastata: i residenti ricorrono al TAR.

Siamo abitanti dell’area Miravalle, di Cocoioni, di Poggio Cuccule e delle case limitrofe al
Crossodromo. Molti di noi abitano accanto all’impianto da anni, alcuni da decenni.

Per lungo tempo la convivenza con il Crossodromo è stata possibile perché le precedenti gestioni avevano mantenuto un uso contenuto dell’impianto e, soprattutto, un rapporto ancora compatibile con il contesto naturale della collina, con il bosco e con la vegetazione che per anni hanno attenuato l’impatto visivo e sonoro della pista.

Quello che contestiamo non è lo sport.
Contestiamo una gestione che, dal 2025, ha rotto un equilibrio consolidato.

Quello che si vede
In poco più di un anno il primo cambiamento è stato ambientale e paesaggistico. La collina è stata incisa da scavi, movimenti terra, rimozione di alberi e vegetazione, trasformazione di superfici e modifica del tracciato.A questi interventi ha fatto seguito un’intensificazione dell’attività:

aperture più frequenti, uso più intenso dell’impianto, rumore continuativo nelle ore più sensibili e polveri che raggiungono le abitazioni Per chi vive a Cocoioni, Poggio Cuccule e nelle case limitrofe, la pista non è più solo un impianto vicino:

è diventata una presenza molto più visibile, più esposta, più invasiva nella vita quotidiana.
La collina di Miravalle è un’area vincolata paesaggisticamente, abitata, vicina a borghi storici.

Chi la conosce da anni sa com’era. Chi la guarda oggi vede scavi, terra mossa, vegetazione rimossa, olivete abbattute e un tracciato profondamente modificato. Chiunque può constatarlo transitando dalla strada comunale limitrofa.

La domanda che riteniamo legittimo porre pubblicamente è semplice: come è stato possibile autorizzare una trasformazione di questa portata senza una valutazione preventiva degli impatti?

Quello che dicono gli atti Con Deliberazione di Giunta n. 63 del 27 marzo 2026, il Comune di Montevarchi ha approvato un progetto esecutivo sul Crossodromo e ha impegnato 60.000 euro di denaro pubblico a favore del Moto Club con Determina n. 381 del 10 aprile 2026.

La stessa documentazione comunale riconosce che il Crossodromo — impianto permanente
destinato ad attività motoristiche — non risulta essere mai stato sottoposto a verifica di
assoggettabilità a VIA, la procedura prevista per valutare l’impatto ambientale di impianti di questa natura.

Quella verifica viene rinviata a una fase successiva, dopo l’approvazione del progetto e dopo l’avvio dei lavori.

Prima si approvano gli interventi. Poi, forse, si valuta l’impatto.

Quello che abbiamo fatto Per oltre un anno abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale un confronto sulla gestione ordinaria dell’impianto:

giorni e orari di apertura, periodo estivo, fine settimana, misure di mitigazione acustica e tutela della quiete pubblica.

Abbiamo incontrato l’Assessore allo Sport. Abbiamo scritto al Sindaco. Nella lettera del 29 aprile 2026, il Sindaco ha risposto che il Comune “non potrà dare nessuna risposta alle richieste prima di un confronto con il gestore”.

Ma intanto i lavori sono stati approvati, sono partiti, e la collina è drrasticamente cambiata.
Per questo abbiamo conferito mandato a uno studio legale di Firenze per presentare ricorso al TAR Toscana contro la Deliberazione di Giunta n. 63 e gli atti connessi: vogliamo capire come sia stato possibile autorizzare una trasformazione così rilevante senza una valutazione ambientale complessiva preventiva.

Non chiediamo al TAR di fermare lo sport. Chiediamo che venga verificata la correttezza del
procedimento, la legittimità degli atti e la tutela dovuta a un territorio abitato e paesaggisticamente sensibile.

Sarà richiesta anche la sospensione cautelare degli effetti degli atti impugnati.
Sarà inoltre presentato esposto ad ARPAT per verifiche ambientali indipendenti anche in ordine al tema dell’inquinamento acustico e sarà informata la Soprintendenza per i profili paesaggistici.

Quello che chiediamo
Non chiediamo la chiusura dell’impianto.
Chiediamo che una trasformazione così rilevante, in un contesto abitato e tutelato, venga valutata con serietà prima che diventi irreversibile.

Chiediamo regole certe, controlli effettivi, trasparenza sugli atti, verifiche ambientali complete e un ruolo attivo del Comune nel garantire il rispetto della convenzione.

La collina di Miravalle non è una zona vuota. È un paesaggio abitato, con borghi storici, famiglie e persone che ci vivono da generazioni.

Il motocross può convivere con il territorio solo dentro regole chiare.
Senza regole, non è convivenza: è imposizione.

Abitanti dell’area Miravalle – Cocoioni – Poggio Cuccule

© Riproduzione riservata

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