In tempi di politica urlata, di invettive, le ACLI Aretine promuovono il Manifesto “ Disarmiamo le parole “ per una politica “dolce”, fatta di servizio alla comunità, missione verso gli altri, in particolare per i piccoli, le prossimità delle fragilità.
Un grande pontefice Paolo VI soleva ripetere che “ la politica è la più alta forma di carità cristiana” e le ACLI aretine nell’ accogliere il Manifesto preparato dai giovani delle ACLI e dalla Presidenza nazionale delle ACLI lanciano un ennesimo segnale di Pace all’indomani dell’ 80esimo anniversario della loro nascita e in occasione del trentennale della Carta della Pace di Camaldoli.
Due date, due percorsi che illustrano laì vocazione popolare, democratica, pacifista dell’Associazione dei lavoratori cristiani di Arezzo.
Il Manifesto s’ispira all’ultima Enciclica di Papa Leone XIV “ Magnifica Humanitas “ che scrive di “disamare il discorso”, “disarmare le parole”.
Secondo il progetto nazionale “ Generazione Conflitti?” il 60% degli under 35 considera il linguaggio politico mediatico aggressivo, solo il 2,82 % degli intervistati avverte nello spazio virtuale rispetto reciproco.
Il Manifesto “Disarmiamo le parole “ è stato presentato nella Sala Giuseppe Fanin delle Acli Provinciali Aretine da Giuseppe Giorgi delegato ACLI Pace, Democrazia, Legalità e da Riccardo Sestini responsabile Sviluppo Organizzativo ACLI.
Le ACLI con il manifesto chiedono ad esempio “ di usare verbi che costruiscono – proporre, riformare, trasformare, negoziare, invece di verbi che annientano; nessuno è un invasore, un peso, un parassita, un nemico del popolo.
A Bruxelles l’Europarlamentare On. le Marco Tarquinio, amico delle ACLI Aretine, ha sottoscritto il Manifesto “ Disarmiamo le parole “ dichiarando: “ cerchiamo, scegliamo e usiamo parole che aiutino a comprendere, a dialogare, e a costruire”. Gli aclisti invitano a costruire spazi di dialogo e AVER CURA delle parole.

