Sabato mattina si è svolto l’Open Day della scuola edile di Arezzo, in via dell’Anfiteatro, dove erano allestiti gli stands con tutte le attività svolte dagli studenti della scuola insieme ai loro insegnanti.
E’ stato possibile vedere da vicino le attività che vengono svolte durante l’anno scolastico e la grande passione e partecipazione che porta i ragazzi, alla fine del percorso scolastico, ad ottenere un diploma che li porterà ad affrontare il mercato del lavoro con competenza e preparazione.
Sono anche intervenute le imprese del territorio che collaborano con la scuola e che trasferiscono ai ragazzi le maestrie portate avanti da generazioni.
“Due nuovi percorsi formativi, un settore in forte crescita e un messaggio chiaro ai giovani: il lavoro manuale può essere una scelta solida, appagante e ben remunerata.”
È questa la visione di Andrea Bigazzi, direttore della scuola edile di Arezzo, che ha illustrato le novità in vista del prossimo anno formativo.
A partire da settembre, l’istituto attiverà due corsi triennali di qualifica professionale. Il primo, dedicato al settore dell’idraulica, rappresenta ormai una realtà consolidata: giunto alla sesta edizione, continua a riscuotere interesse tra studenti e famiglie.
La vera novità sarà però il percorso “Arte”, pensato per formare figure specializzate nelle finiture edilizie, con un’attenzione particolare agli aspetti estetici e artigianali del mestiere.
“Ci aspettiamo una buona partecipazione – spiega Bigazzi – anche perché le imprese del territorio cercano personale qualificato e sono pronte ad assumere”. Un dato che riflette un trend più ampio: la crescente richiesta di manodopera nel settore delle costruzioni.
Il direttore invita i giovani e le loro famiglie a visitare la struttura per conoscere da vicino le opportunità offerte. “Chi oggi acquisisce competenze nell’edilizia non avrà problemi a lavorare nei prossimi anni”, afferma, sottolineando come si tratti di un ambito stabile e con prospettive concrete.
Non solo occupazione, però. Bigazzi insiste anche sul valore umano e professionale del lavoro manuale: “È importante appassionarsi, innamorarsi di ciò che si fa. L’edilizia richiede dedizione, ma restituisce grandi soddisfazioni”.
A dispetto di alcuni stereotipi, il settore si presenta oggi profondamente trasformato. L’innovazione tecnologica ha ridotto notevolmente la fatica fisica, mentre cresce la componente creativa e artistica del lavoro.
“È un ambito dinamico, dove si può esprimere talento e costruire una carriera solida”, aggiunge il direttore, evidenziando anche un aspetto tutt’altro che secondario: la buona retribuzione.
In un contesto in cui molti percorsi universitari faticano a garantire sbocchi immediati, la formazione professionale torna dunque al centro del dibattito come alternativa concreta.
Per chi fosse interessato, la scuola edile di Arezzo ha sede in via Pierluigi da Palestrina ed è aperta dal lunedì al venerdì.
È possibile contattare la segreteria al numero 0575 317, fissare un appuntamento e visitare la struttura per ricevere tutte le informazioni sui corsi in partenza a settembre.
Un invito diretto ai giovani: riscoprire il valore del saper fare, guardando al futuro con pragmatismo e passione.

