Dopo le oltre 70 amministrazioni comunali della Toscana che hanno aderito all’iniziativa di EMERGENCY, tra cui Empoli, Firenze, Prato e Livorno, anche la Regione ha scelto di prendere posizione, srotolando lo striscione con la dicitura “Questa Regione R1PUD1A la guerra” sulla facciata del palazzo di piazza dell’Unità Italiana, ricordando che il “NO alla guerra” è scritto all’interno della nostra Costituzione.
All’evento è seguito un incontro presso la Sala Barbarossa a Palazzo Cerretani con Mia Diop, vicepresidente della Regione Toscana, e Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di EMERGENCY, e in collegamento Rosella Miccio, presidente di EMERGENCY.
E poi ancora le testimonianze di Alice Pistolesi, redattrice dell’Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo, Elena Giovanella, anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam a Khartoum (Sudan) di EMERGENCY (in collegamento), Saverio Benedetti dei Sanitari per Gaza e le voci contro la guerra dei sindaci toscani. In chiusura l’intervento del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
“La Toscana – spiega il presidente Giani – ha sempre scelto la pace, la diplomazia e il rispetto dei diritti umani. Aderire alla campagna ‘R1pudia la guerra’ di Emergency significa dire no alla follia dei conflitti e sì alla cultura della cura e del dialogo.
Ogni guerra è una sconfitta per l’umanità, e come Regione vogliamo essere in prima linea per ricordarlo, partendo dalle nuove generazioni e dalla forza della società civile”.
“Di fronte ai conflitti in corso, alle sofferenze delle popolazioni civili e al drammatico aggravarsi delle emergenze umanitarie, crediamo sia necessario riaffermare con forza il valore dell’articolo 11 della nostra Costituzione e il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”, aggiunge la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop.
“L’adesione della Regione Toscana alla campagna R1PUD1A rappresenta una scelta chiara e coerente: sostenere una cultura di pace, di cooperazione tra i popoli e di tutela dei diritti umani.
Vogliamo che questa giornata – conclude Diop – sia anche un momento collettivo, capace di unire istituzioni, associazioni, amministrazioni comunali e cittadine e cittadini in una voce comune contro ogni guerra, senza ambiguità e senza silenzi”.
“Davanti alle crisi che viviamo, l’azione militare è tornata a essere uno dei primi strumenti di politica internazionale – commenta EMERGENCY –.
In questo contesto ripudiare la guerra non è solo un principio fondativo della nostra Costituzione, sancito dall’Articolo 11, ma l’unica possibilità di proteggere il futuro nostro e delle generazioni a venire. Il senso della Costituzione è inequivocabile: è il nostro scudo contro la scelta guerra e può dare forza alla voce delle persone”.
EMERGENCY, nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, dalla sua fondazione è intervenuta in 21 Paesi curando, in tutte le sue strutture, oltre 14 milioni di pazienti.
Oggi l’organizzazione è presente in nove Paesi del mondo, tra cui il Sudan, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo EMERGENCY afferma, ancora una volta, che il 90% dei morti e dei feriti nelle guerre sono civili.
La campagna R1PUD1A di EMERGENCY è stata lanciata nel 2024 per ribadire l’impegno della Costituzione italiana contro la guerra e fino ad ora ha raccolto l’adesione di oltre 650 Comuni, 1500 scuole e 300 spazi e festival culturali.
In queste ultime settimane, R1PUD1A propone inoltre l’adesione all’appello “Io obietto la guerra”, lanciato da EMERGENCY per dichiarare la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare e l’indisponibilità ad aderirvi.
All’appello, a cui hanno già aderito oltre 80 mila persone, segue un percorso nazionale sul diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, il cui obiettivo è coinvolgere attivamente i Comuni per rafforzare il proprio impegno a sostegno dell’Articolo 11 della Costituzione.
COME ADERIRE: sul sito www.ripudia.it sono disponibili gli strumenti per agire. L’invito è a diffondere la campagna e coinvolgere le persone, per creare una comunità che ripudia la guerra. Perché tutta l’Italia, se glielo chiedi, ripudia

