La trattativa si è interrotta per i reiterati bombardamenti dell’esercito israeliano sul Libano avvenuti durante la fase di accordo e successivamente alla firma digitale dell’accordo annunciato da Trump ieri al vertici G7.
Il Governo genocida di Netanyahu, nonostante le pressioni americane, continua a voler gettare benzina sul fuoco e non vuole in alcun modo abbandonare la campagna colonialista sul Libano, al fine di portare avanti il suo progetto di Grande Israele.
Durante questi mesi Israele ha bombardato la popolazione civile, ospedali e abitazioni nonostante la condanna internazionale.
D’altronde la fine della guerra con l’Iran e l’accettazione delle condizioni imposte, porterebbero Netanyahu direttamente in galera nel suo paese, essendo stato condannato a 4 anni di reclusione per corruzione; tale pena è temporaneamente sospesa proprio a causa del persistere dello stato di guerra.
L’Iran era stato molto chiaro sul fatto che non avrebbe accettato di firmare definitivamente senza un cessate il fuoco sul Libano, definitivo.
Attendiamo gli sviluppi altamante incerti delle prossime ore per verificare se gli Stati Uniti saranno ingrado di fare le giuste pressioni sull’alleato molto scomodo che li ha trascinati un una guerra fallimentare che li ha portati ad una sconfitta sul campo, evidente e inconfessabile alla quale hanno provato a stendere un velo pietoso al fine di farlo dimenticare il prima possibile.

