Gli Usa censurano anche le donazioni ai bambini di Gaza

È successo di nuovo, ma questa volta più in grande. Dopo che l’anno scorso era stato il governo britannico a dare l’etichetta di associazione terroristica al movimento Palestine Action UK , questa volta è stato il Dipartimento del Tesoro USA con un provvedimento emesso il 26 agosto  a designare il movimento, che non è presente  solo in UK ma ha versioni in diversi paesi, inclusa l’Italia, come associazione terroristica, inserendolo nella lista OFAC, Office of Foreign Assets Control.

Per intenderci si tratta dello stesso provvedimento che ha colpito il collettivo informatico italiano Autistici/Inventati accusato di supporto a diverse associazioni di “estrema sinistra”.

L’effetto principale di questo provvedimento è quello di inibire qualsiasi soggetto che rientri nella giurisdizione USA a collaborare con i movimenti e le persone colpite. Un provvedimento simile aveva colpito Francesca Albanese, cittadina italiana al quale era diventato impossibile avere un conto corrente.

Il problema è, che per come funziona il nostro sistema finanziario USA-centrico, una sanzione del Dipartimento del Tesoro USA di fatto esclude i soggetti target da attività quotidiane -come appunto gestire un conto e tutti i connessi – anche se non sono cittadini o associazioni statunitensi.

Un assaggio di ciò l’abbiamo avuto il 2 settembre: Donorbox ci annuncia di aver  eliminato il nostro account. Donorbox – che è un’azienda statunitense,  è lo strumento che utilizziamo per raccogliere donazioni.

La mail che ci dà questa comunicazione è piuttosto stringata: a seguito di una verifica di conformità l’azienda ha riscontrato che il nostro profilo non è conforme alla loro policy;

aggiungono anche che vogliono evitare possibile sanzioni da parte del U.S. Office of Foreign Assets Control: l’OFAC per l’appunto. Abbiamo chiesto dei chiarimenti a riguardo, ma sembra tutto chiaro.

Questo avviene in un momento delicato, in cui attiviste e attivisti del movimento stanno affrontando due processi, con relative spese legali (uno già iniziato e uno che inizierà a novembre) in cui la Leonardo si è costituita parte offesa.

Intanto, ieri sera la pagina Instagram di Palestine Action Global veniva eliminata. Anche qui, per “terrorismo”.

Ci sarebbe molto da dire: che le Nazioni Unite hanno condannato questa designazione; che è incredibile che uno stato che fa un uso sistematico del terrore in casa sua (vedi gli energumeni mascherati dell’ICE che rapiscono e uccidono persone impunemente) e all’estero, definisca “terrorista” un movimento che si oppone al genocidio senza fare violenza sulle persone e adotti provvedimenti che hanno effetti diretti su cittadini e movimenti che non ricadono nella sua giurisdizione, provvedimenti a cui il nostro governo plaude e si accoda;

che non è sano che il sistema finanziario mondiale debba ruotare intorno ad un unico paese, che ha la tendenza a fare il buono e il cattivo tempo, in base agli umori, sempre più labili, sempre più squilibrati, del suo “comandante in capo”

In questo momento però vogliamo solo ricordare questo: dopo che lo scorso anno il governo britannico designò Palestine Action UK , decine di migliaia di persone, di tutte le età, scesero in strada per manifestare solidarietà al movimento; migliaia furono arrestate per aver espresso solidarietà reggendo cartelli scritti a mano.

Intanto l’Alta Corte britannica dichiarava “sproporzionata e illegittima” la decisone del governo.

Questo è ciò che succede quando i prepotenti (per usare un eufemismo) perdono la bussola delle loro azioni e della loro ipocrisia: che le persone di buona volontà si uniscono e provano a ristabilire la verità. Siamo sicuri che anche in questo caso, superate le difficoltà pratiche e prendendo forme diverse ,le cose andranno così

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