Medioetruria, il Comitato SAVA esterrefatto dalle parole di Giordini

«Impossibile essere imparziali su una scelta che riguarda il territorio»

Le parole di Giordana Giordini non sono andate giù al Comitato SAVA. La presidente di Confindustria Toscana Sud, intervenuta in una tv aretina, ha ribadito la necessità di realizzare la stazione Medioetruria, sottolineando però che, nel suo ruolo di presidente, non può prendere posizione a favore di una specifica localizzazione.
 
Una posizione che lascia perplesso il presidente del Comitato SAVA, Matteo Galli.
 
«Peccato però – commenta Galli – che negli anni Confindustria Siena abbia incontrato anche il ministro Salvini per parlare sia della E78 sia della stazione Medioetruria. In quell’occasione, evidentemente, i nostri vicini senesi non sono stati così imparziali come oggi appare la presidente Giordini».
 
Secondo Galli, inoltre, una presa di posizione a favore del territorio aretino sarebbe tutt’altro che fuori luogo.
 
«Se proprio si vuole rappresentare gli interessi del sistema industriale, allora sarebbe anche sensato ascoltare maggiormente Confindustria Arezzo – prosegue il presidente SAVA – visto che rappresenta la componente più importante delle tre realtà territoriali di Confindustria Toscana Sud e quella che genera i maggiori livelli di export e valore aggiunto».
 
Il punto, secondo il Comitato, è soprattutto geografico ed economico.
 
«Parliamoci chiaro – aggiunge Galli – Grosseto non beneficerebbe affatto di una stazione Medioetruria. La partita, quindi, rimane sostanzialmente tra Siena e Arezzo. Ed è proprio per questo che risulta difficile comprendere una posizione di assoluta neutralità da parte di chi dovrebbe rappresentare anche gli interessi delle imprese aretine».
 
Per il Comitato SAVA, dunque, la battaglia sulla localizzazione della stazione non è ancora conclusa.
 
«La partita è ancora aperta – conclude Galli – ma non avere Confindustria dalla nostra parte rappresenta una grave assenza. A questo punto sarebbe interessante sapere cosa ne pensano gli industriali aretini e se condividono davvero questa posizione di neutralità».

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