Castiglioni: i servizi dell’ufficio postale trasferiti a Manciano

Il gruppo consiliare Rinascimento Castiglionese prende atto del comunicato diffuso dal Comune, dal quale si apprende che l’ufficio postale di piazza del Municipio resterà chiuso quasi un mese, dal 13 maggio all’11 giugno, per lavori di ammodernamento legati al progetto “Polis”.
 
Un intervento certamente utile e positivo, volto al miglioramento dei servizi e dell’accoglienza.
 
Tuttavia, non può non essere posta una questione di metodo e di merito.
 
Il ruolo dell’amministrazione comunale può limitarsi alla sola diffusione di una comunicazione che qualunque canale informativo avrebbe potuto riportare?
 
Oppure dovrebbe anche farsi carico delle ricadute concrete che tali scelte comportano per la cittadinanza?
 
Amministrare significa infatti prevedere i disagi e attivarsi per ridurli. In questo caso il problema è evidente: i servizi postali saranno trasferiti a Manciano, a oltre cinque chilometri dal centro cittadino.
 
Una distanza che rischia di creare difficoltà reali per anziani, persone sole, cittadini senza patente o senza mezzi propri.
 
E allora ci si deve interrogare con chiarezza:
chi non può raggiungere Manciano?
chi non dispone di un’auto?
 
È in queste situazioni che dovrebbe emergere il valore aggiunto di un’amministrazione comunale: non soltanto informare, ma attivarsi per individuare soluzioni concrete a tutela delle fasce più fragili.
 
È stato previsto un supporto per chi si trova in difficoltà? È stato avviato un confronto con Poste Italiane per ridurre l’impatto del disagio? Oppure ci si limita a prendere atto della situazione?
 
Questo episodio riporta al centro una questione più ampia, che da tempo riguarda Castiglion Fiorentino: la collocazione dei servizi pubblici e la loro effettiva accessibilità.
 
Una visione alternativa era possibile.
 
La scelta giusta poteva essere quella dell’area degli ex Macelli: un vero polo dei servizi, centrale e facilmente raggiungibile. Un’occasione persa per dare alla città una prospettiva più moderna e realmente vicina ai cittadini.
 
Invece si è scelto di destinare circa 1,7 milioni di euro alla nuova sede della polizia municipale e solo successivamente, anche grazie alle nostre insistenti sollecitazioni, si è deciso di trasferirvi anche l’anagrafe.
 
Il tema non è essere contrari alla modernizzazione. Il punto è capire se esista una visione complessiva della città oppure se si continui a procedere per interventi frammentati e scollegati.
 
Perché un servizio pubblico non è davvero moderno solo quando è digitale o rinnovato: lo è soltanto quando è accessibile a tutti i cittadini.
 
Rinascimento Castiglionese

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