Anno 2009: prove generali di pandemia

di Stefano Pezzola

Michael Yeadon, Ph.D., ex vicepresidente e consulente scientifico capo per la società farmaceutica Pfizer e fondatore e CEO della società biotech Ziarco, ora di proprietà di Novartis, è diventato una delle più importanti voci contro i farmaci mRNA contro il Covid-19.
In una recente ed avvicente intervista con il presentatore radiofonico britannico Maajid Nawaz, ha deciso di condividere le oggettive motivazioni per cui crede che la narrazione intorno al COVID-19 sia false e messa in atto deliberatamente per esercitare un controllo sulle persone.

Il dr. Yeadon è laureato in biochimica e tossicologia e ha studiato farmacologia respiratoria e quindi ritengo abbia tutti i titoli per essere ascoltato.
Nell’intervista spiega dettagliatamente perché le dosi ripetute dei farmaci mRNA non sono efficaci, e perché l’uso della proteina spike nel vaccino sia da ritenere dannosa e pericolosa.
Nel 2009 sono stati stipulati accordi segreti tra Germania, Gran Bretagna, Italia e Francia con l’industria farmaceutica prima dell’inizio della pandemia H1N1, accordi secondo i quali le nazioni avrebbero acquistato vaccinazioni antinfluenzali H1N1 “ma solo se un livello pandemico 6 fosse stato dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Sei settimane prima che la pandemia fosse dichiarata, nessuno all’OMS era preoccupato per il virus, ma i media stavano comunque esasperando i toni.
Poi, nel mese che ha preceduto la pandemia di H1N1, l’OMS ha cambiato la definizione ufficiale di pandemia, rimuovendo i criteri di gravità e di elevata mortalità e lasciando la definizione di pandemia come “un’epidemia mondiale di una malattia”.
Questo cambiamento di definizione ha permesso all’OMS di dichiarare l’influenza suina una pandemia dopo che solo 144 persone erano morte a causa dell’infezione in tutto il mondo. Nel 2010, il dottor Wolfgang Wodarg, allora capo della sanità presso il Consiglio d’Europa, ha accusato le aziende farmaceutiche di influenzare la dichiarazione pandemica dell’OMS, definendo l’influenza suina una “falsa pandemia” guidata da Big Pharma, che è comunque passata all’incasso distillando dosi di paura e farmaci.

Secondo il dr. Yeadon la pandemia di influenza suina è stata “uno dei più grandi scandali di medicina del secolo” e condivide molte somiglianze con la pandemia di COVID-19.
Come allora hanno abusato dei test PCR (tamponi), hanno sovradiagnosticato i casi, hanno distorto i dati in tutto il mondo, acquistando miliardi di dollari di vaccini e antivirali inutili e dannosi” ricorda.
Hanno insomma etichettato le persone sane come malate.
I test PCR utilizzati per il COVID-19 utilizzano un potente processo di amplificazione che li rende così sensibili da poter persino rilevare i resti di un virus morto, molto tempo dopo l’infezione.
E poi “se muori per qualcosa di completamente estraneo ma sei risultato positivo a un test PCR e muori entro quei maledetti 28 giorni successivi al test, la causa del tuo decesso è il Covid“, ha puntualizzato.

Il corpo umano seconda il dr. Yeadon ha le sue migliori risposte immunitarie dopo l’infezione naturale da COVID-19, non certo dopo l’esposizione alla proteina spike a seguito vaccinazione.
“È davvero importante che tu mi ascolti qui – conclude il dr. Yeadon – che se ci sarà un altro virus, devi sapere questa volta che qualunque cosa progettino, il vaccino è la risposta sbagliata. È la risposta sbagliata per un sacco di motivi. Uno è che genererai una risposta immunitaria nel sangue che non può influenzare l’infezione, non importa di cosa si tratti, ma non influenzerà l’infezione”.
“In secondo luogo, se progetti un upgrade del farmaco/vaccino usando ancora la proteina spike allora hai la stessa probabilità di causare tossicità. Iniettare farmaco mRNA con proteina spike è come lanciare un go kart che ha un acceleratore, ma nessun volante e nessun freno: non c’è nulla nella progettazione di questi farmaci/vaccini che possa limitare dove vanno”.

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