Alternativa Comune: un’altra acqua è possibile, pubblica

Ieri sera, giovedì 7 maggio, gli spazi della Casa dell’Energia di Arezzo hanno ospitato
un partecipato e vitale incontro pubblico dal titolo inequivocabile:

“Un’altra acqua è possibile”. Al centro del dibattito, una delle battaglie storiche e non negoziabili: la necessità imperativa di ripubblicizzare il servizio idrico integrato.

Dopo trent’anni di gestione privatistica, il messaggio emerso dalla serata è stato chiaro:

il Comune deve riprendere il governo assoluto dell’acqua, ponendo fine a gestioni miste che rappresentano una rinuncia al controllo diretto.

Alternativa Comune: un’altra acqua è possibile Alternativa Comune: un’altra acqua è possibile
A tracciare la rotta, tecnica e politica, sono intervenuti ospiti che da anni si battono su questo fronte:

Gianfranco Morini, Portavoce del Comitato Acqua Pubblica Arezzo, Rossella Michelotti, Presidente del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Donella Bonciani, Consulente giuridico del Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Marco Cardone e Remo Valsecchi, attivisti ed esponenti della Rete Toscana Tutela Beni Comuni.

Il momento più incisivo della serata ha riguardato la fattibilità economica dell’operazione. Troppo spesso la politica tradizionale si è nascosta dietro lo spauracchio dei costi insostenibili per evitare di riportare il servizio “in house”, ma i numeri raccontano una realtà ben diversa e a tratti paradossale.

Durante l’incontro è emerso un dato di fatto lampante:

la cifra necessaria che dovrebbe essere sborsata per liquidare i soci privati e riprendere il controllo totale di Nuove Acque allo scadere del contratto nel 2029 è grosso modo equivalente al costo sostenuto, fino ad oggi, per i lavori della rotatoria di Via Fiorentina.

Questo dato smaschera l’ipocrisia delle amministrazioni passate e presenti. Non è una questione di mancanza di fondi, ma di priorità politiche.

L’incontro di ieri ha confermato che l’alternativa c’è ed è economicamente sostenibile. Gestire l’acqua pubblicamente non è un’utopia, ma una scelta politica precisa.

Come Alternativa Comune, continueremo a batterci affinché vengano garantiti i diritti e i beni comuni di tutte e tutti e per fermare speculazioni, sprechi o profitti privati.

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