«Spesso per gli attori recitare è una tecnica che nega la verità, per gli attori della Poti Pictures è verità pura». È con queste parole che Alessandro Benvenuti racconta la sua esperienza con la casa di produzione cinematografica sociale nata ad Arezzo che forma persone con disabilità intellettiva e relazionale per farne attori professionisti. Un incontro che gli ha lasciato un ricordo profondo e lo ha riportato al senso più autentico del suo mestiere.
Il cacciatore di sogni, la trasmissione condotta da Stefano Buttafuoco, in onda domenica 25 ottobre alle 13 su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, entra nei Poti Pictures Studios, dove il cinema è un lavoro fatto di studio, preparazione, prove e set. Qui gli attori si formano per costruire un percorso professionale.
La telecamera segue le attività quotidiane: il lavoro sul corpo con l’attrice Ilaria Violin, quello sulle emozioni con la psicologa Sara Borri, le testimonianze delle famiglie. E poi c’è Daniele Bonarini, regista e ideatore del progetto, che accompagna il gruppo fin dalle origini, all’interno della Cooperativa Sociale ‘Il Cenacolo’.
Benvenuti, ospite in studio, entra in questa storia da collega, da professionista che conosce il linguaggio del cinema e sa riconoscere ciò che accade quando, davanti alla macchina da presa, qualcosa supera la tecnica: «C’è una corrente d’amore tra di loro che va oltre il rapporto che c’è tra regista e attori».
A convincerlo è stato soprattutto l’incontro con Tiziano, uno degli attori della Poti Pictures, con cui ha girato uno spot: «È stato in grado di farmi entrare dentro quella verità. Ho un ricordo dolcissimo», racconta. E aggiunge: «Se il nostro mestiere ha un senso, questo senso è dato proprio dagli incontri che uno fa».
Il cacciatore di sogni è un viaggio in dieci puntate attraverso storie di realizzazione personale, lavorativa e sportiva di persone con disabilità. La tappa ad Arezzo racconta un’esperienza in cui il cinema è insieme mestiere, linguaggio e possibilità concreta di affermarsi professionalmente. Alla Poti Pictures le storie prendono forma intorno agli attori, valorizzandone le capacità personali e l’identità artistica.

