Nella mattinata del 25 giugno, alle ore 06.40 circa, gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo sono intervenuti per un furto consumato ai danni di un bar situato nel quartiere Saione.
Dai primi accertamenti svolti sul posto è emerso che un giovane, dalla carnagione olivastra e dalla corporatura esile, indossante pantaloncini neri, una maglietta scura e un cappellino da baseball giallo, dopo aver infranto con una grossa asta in ferro la vetrina dell’esercizio commerciale, si è introdotto all’interno del locale per poi allontanarsi poco dopo.
Alcuni testimoni presenti al momento dell’episodio sono riusciti a documentare la scena attraverso alcuni fotogrammi, immediatamente messi a disposizione degli agenti intervenuti.
Le immagini hanno consentito di diramare una nota di ricerca agli altri presidi di polizia presenti sul territorio.
Poco dopo, intorno alle ore 07.00, la sala operativa del Compartimento Polfer Toscana di Firenze ha segnalato una violenza sessuale commessa ai danni di una giovane donna a bordo di un treno proveniente da Arezzo e diretto a Firenze Santa Maria Novella.
Secondo quanto riferito, l’autore del fatto era sceso dal convoglio presso la stazione ferroviaria di Montevarchi.
Anche in questo caso il soggetto veniva descritto come un giovane dall’incarnato olivastro, con pantaloni corti scuri caratterizzati da una banda grigia, maglietta scura, scarpe da ginnastica nere con inserti azzurri e un cappellino giallo.
Il personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montevarchi avviava immediatamente le attività investigative, acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area della stazione ferroviaria.
Dalla visione dei filmati, intorno alle ore 07.05, veniva individuato un soggetto corrispondente alle descrizioni fornite nelle due segnalazioni.
Gli agenti riconoscevano inoltre la persona ripresa nelle immagini come un individuo già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi criminosi nell’area valdarnese.
Le pattuglie impegnate sul territorio avviavano quindi le ricerche e, poco dopo, riuscivano a rintracciare il giovane, accompagnandolo presso gli uffici del Commissariato per gli accertamenti del caso.
Nel frattempo, grazie al coordinamento con il personale della Polfer di Firenze Santa Maria Novella, veniva contattata la giovane vittima della violenza sessuale, che formalizzava denuncia-querela ricostruendo quanto accaduto.
La donna, successivamente sottoposta alla visione di un fascicolo fotografico composto da immagini di più soggetti tra loro simili, riconosceva senza esitazioni la persona accompagnata in Commissariato quale presunto autore del fatto.
Parallelamente, anche grazie alla collaborazione della Polfer di Firenze e della Squadra Mobile della Questura di Prato, venivano rintracciate la capotreno e la tutor che avevano prestato assistenza alla vittima.
Entrambe fornivano dichiarazioni ritenute convergenti rispetto alla ricostruzione dell’accaduto e, sottoposte al medesimo accertamento fotografico, riconoscevano il soggetto fermato come colui che si trovava a bordo del treno.
Alla luce degli elementi raccolti, considerata la gravità dei fatti ipotizzati, in particolare quello commesso ai danni della giovane donna, e valutata la presenza di gravi e concordanti indizi, gli operatori procedevano al fermo di indiziato di delitto.
La misura si è resa necessaria anche in relazione alla posizione dell’indagato, un giovane di 21 anni, cittadino italiano di origine sudamericana, già gravato da numerosi precedenti di polizia e penali per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, nonché privo di una stabile dimora, circostanza ritenuta idonea a far ritenere concreto il rischio di sottrazione alla giustizia.
Dell’avvenuto fermo veniva informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, che disponeva l’accompagnamento del giovane presso la casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida.
Nella mattinata odierna il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo, disponendo nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere.
Si precisa che, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, nei confronti dell’indagato permane la presunzione di innocenza sino a un eventuale definitivo accertamento di responsabilità con sentenza irrevocabile.

