Trasformare il settore primario in un motore pulsante di coesione sociale, capace di coniugare la sostenibilità ambientale con il supporto concreto alle fragilità del territorio, rappresenta oggi la nuova frontiera dello sviluppo locale.
È questo l’obiettivo ambizioso della collaborazione tra Coldiretti Arezzo e Zero Spreco – AISA Impianti, nel 25° anniversario della Legge di Orientamento che ha rivoluzionato l’agricoltura.
L’iniziativa, presentata oggi presso il polo di recupero integrale rifiuti di San Zeno, trasforma la serra a recupero – presente presso la Centrale di calore- e i terreni agricoli adiacenti, in uno spazio innovativo dedicato a percorsi di incontro, inclusione e collaborazione.
Il progetto, presentato alla Regione Toscana congiuntamente a Athena S.R.L., Comune Di Arezzo, Consorzio Sociale Comars Onlus, Societa’ Cooperativa, Cooperativa Sociale L’arca 1 Onlus, Azienda Agricola I-Care Di Di Sisto Adriano, Federazione Provinciale Coldiretti Di Arezzo, Feudo Romani Societa’ Agricola S.S., Impresa Verde Arezzo Srl, Istituto Statale Di Istruzione Superiore A.Vegni – Capezzine Di Cortona, Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei, La Lodola Societa’ Agricola Di Porcu S.S., Masini Mario Societa’ Agricola S.S., Societa Cooperativa Sociale Co.La.P. – O.N.L.U.S., Universita’ Degli Studi Di Siena, Azienda Agricola Vantini Cecilia, Azienda Agricola Vinau Violeta, si è aggiudicato un bando regionale per il cofinanziamento dell’iniziativa.
La Regione Toscana contribuirà infatti alla copertura delle spese necessarie per la realizzazione di questo progetto solidale, rivolto in particolare a giovani con disturbi dello spettro autistico e a persone impegnate in percorsi di autonomia, offrendo loro l’opportunità di integrarsi nel mondo del lavoro.
In questo scenario, l’innovazione tecnologica che caratterizza la visione “Zero Spreco” si fonde con la capillarità e l’esperienza agricola di Coldiretti, dando vita a una filiera che genera valore umano e sociale.
“Zero Spreco è partner di questo progetto e, insieme a Coldiretti Arezzo, riusciremo a legare sia la parte di sostenibilità ambientale che di responsabilità sociale – afferma l’Ing. Lorenzo Ceccherini di Aisa Impianti– Aisa Impianti metterà a disposizione il lavandeto, i terreni agricoli adiacenti e la serra riscaldata dai cascami termici prodotti dalla sezione di recupero energetico del polo integrato di San Zeno.
Questo è il primo tassello di un percorso più ampio, denominato “L45 Agri”, approvato dall’assemblea dei soci lo scorso gennaio che prevede la realizzazione di oltre tre ettari di serre riscaldate dal calore prodotto dall’impianto di San Zeno”.
Questa visione è pienamente condivisa da Coldiretti Arezzo, che individua nell’agricoltura sociale la massima espressione della multifunzionalità delle imprese agricole moderne.
“Celebriamo questa iniziativa proprio oggi, 18 maggio, nel giorno in cui ricorrono i venticinque anni dalla Legge di Orientamento – spiega il Direttore di Coldiretti Arezzo Raffaello Betti – una norma che ha profondamente trasformato e innovato il nostro settore, rendendo l’agricoltura protagonista della scena economica e sociale contemporanea.
Grazie a questa eredità ed alla sinergia con Zero Spreco AISA Impianti, le nostre aziende aprono le braccia al territorio, trasformando il lavoro nei campi in un percorso di integrazione e bellezza.
Il mondo agricolo aretino prosegue nel suo modello di welfare rurale, capace di creare una rete stabile tra aziende agricole, istituzioni pubbliche, privato sociale e cittadini, elevando gli standard della vita rurale e urbana.
Il progetto – conclude Betti – rappresenta un unicum per il territorio aretino e pone le basi per un distretto dell’economia civile dove la sostenibilità non viene interpretata solo come un dato ambientale, ma come un valore umano misurabile e tangibile”.
Con questa iniziativa, il connubio tra Coldiretti e Zero Spreco trasforma le sfide della modernità in opportunità di inclusione reale per presone diversamente abili. Un impegno che ridisegna i confini del welfare territoriale, ponendo al centro la persona e le sue potenzialità, confermando il ruolo chiave dell’agricoltura sociale.

