Oltre il 70% di riempimento delle sale, più di 6.000 spettatori nel totale, tra serate, pomeridiane e matinée per le scuole, e una programmazione che ha intrecciato prosa, musica e teatro civile:
si chiude con risultati positivi la stagione 2025/26 dei Teatri della Valdichiana aretina, un sistema culturale che unisce il Teatro Verdi di Monte San Savino, il Teatro Rosini di Lucignano e il Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino, sotto la direzione artistica di Officine della Cultura.
«Le stagioni appena concluse dei Teatri della Valdichiana raccontano un percorso condiviso, costruito insieme alle amministrazioni, ai territori e alle comunità – dichiara il direttore artistico Luca Roccia Baldini –.
Abbiamo voluto dare voce a linguaggi diversi, convinti che il teatro debba essere un luogo capace di accogliere la complessità del presente.
Tra prosa e musica la nostra scelta è precisa: parlare a pubblici differenti e investire sui più giovani, sulle famiglie e sulle scuole, perché è lì che si costruisce il pubblico di domani.
La Val di Chiana aretina si conferma un territorio fertile, dove il teatro non è solo spettacolo, ma occasione di incontro, riflessione e crescita collettiva.
Grazie ancora alle amministrazioni comunali di Monte San Savino, Lucignano e Castiglion Fiorentino per la cura e la passione che riservano al teatro e, non dimentichiamolo, al nostro pubblico, sempre vivace.»
Il Teatro Verdi di Monte San Savino si è distinto per una programmazione, realizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus, che ha saputo coniugare drammaturgia contemporanea, classici e una forte presenza musicale, registrando una media di 154 spettatori a evento e un riempimento del 75% della capienza, numeri che crescono ulteriormente considerando matinée scolastiche ed eventi pomeridiani.
In cartellone classici riletti in chiave contemporanea come “Il misantropo” da Molière e “Pluto” da Aristofane, accanto a produzioni come “Affogo” di Dino Lopardo, “L’inganno” di Alberto Giusta e “Baby Reindeer” con Francesco Mandelli, tratto dal testo di Richard Gadd e proposto per la prima volta in Italia.
Grande partecipazione anche per “Lapocalisse” di Valerio Aprea e Makkox e per lo spettacolo di Maria Pia Timo, entrambi sold out.
Elemento distintivo della programmazione del Verdi è stata la presenza della musica, protagonista di eventi come “Culture contro la paura – Omaggio a Paolo Benvegnù”, con l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink e la partecipazione di Dario Brunori, e “Di Blu”, dedicato a Domenico Modugno con Giulia Pratelli e Luca Guidi.
Un dialogo continuo tra parola e musica che ha caratterizzato l’intera stagione.
Anche il Teatro Rosini di Lucignano ha confermato la propria identità, tra tradizione popolare, sperimentazione e convivialità, con una media di presenze intorno al 76% della capienza.
Dalle serate di improvvisazione in ottava rima e musica tradizionale di “Balli e canzoni à la carte” alla stand-up comedy di Ivano Bisi e Giulia Cerruti, il Rosini ha intercettato pubblici differenti con una proposta vivace e diretta.
Particolarmente significativo lo spettacolo “Terre senza promesse”, realizzato in occasione della Festa della Toscana, che ha intrecciato testi di Andrea Camilleri, Erri De Luca e Stefano Massini con la musica dal vivo dei Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.
Ampia e trasversale la programmazione del Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino, che ha attraversato generi e linguaggi differenti: dalla comicità di Jonathan Canini alla grande narrativa portata in scena con “Anna Karenina” e “Toccando il vuoto!” con Lodo Guenzi, fino al teatro civile di “Un autunno d’agosto” e alla riflessione contemporanea de “La ricerca della felicità” di e con Stefano Massini.
Il cartellone dello Spina ha richiamato complessivamente 2.133 spettatori, con una media di circa il 70% della capienza per evento.
Centrale anche qui il dialogo tra teatro e musica, dal concerto “Culture contro la paura” al Toscana Gospel Festival con “The Women of God”, fino a “Pau Brasil” e a produzioni ibride come “Il Carnevale degli insetti”, con Amanda Sandrelli, Paolo Giovannucci e l’Orchestra Multietnica di Arezzo.
Particolarmente significativa è stata inoltre l’attenzione rivolta a bambini, famiglie e scuole, con una proposta diffusa su tutto il territorio.
Dal Teatro Verdi, con il progetto “Sciroppo di Teatro” realizzato anche grazie alle farmacie comunali e ad A.S. Monteservizi, al Mario Spina con la rassegna della domenica pomeriggio, fino al Rosini, coinvolto insieme all’intero sistema teatrale nella rassegna “Z Generation meets Theatre”, il teatro si è confermato uno spazio educativo e di partecipazione culturale.
Nel loro insieme, le stagioni dei Teatri della Valdichiana restituiscono l’immagine di un territorio in cui la cultura rappresenta una presenza stabile e condivisa.
Un sistema capace di valorizzare artisti affermati e giovani talenti, intrecciare memoria e contemporaneità e parlare a pubblici diversi mantenendo alta la qualità della proposta artistica.
In attesa delle nuove stagioni, già in fase di programmazione, non resta che prepararsi alle occasioni d’incontro dell’estate in Val di Chiana, tra piazze e teatri all’aperto. Ulteriori informazioni: www.officinedellacultura.org.

