Tra le varie eredità problematiche lasciate da questa giunta alla futura amministrazione c’è anche lo stato in cui si trova attualmente la Fondazione Guido d’Arezzo.
“Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti e oggi i fatti ci stanno dando ragione”. Con questa premessa, il gruppo consiliare Arezzo 2020 e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) lanciano un segnale di allarme alla cittadinanza e ai soci sullo stato della Fondazione, sul suo futuro e sulla gestione delle risorse.
La scadenza del 31 marzo per l’iscrizione al RUNTS è passata nel silenzio più totale. Senza questo adempimento, la Fondazione ha perso la qualifica di ONLUS.
Questo mette a rischio ben 2,4 milioni di contributi previsti e rende le donazioni dei soci non più detraibili.
È un danno economico diretto che i vertici non possono più nascondere. Se l’operatività della Fondazione si fermerà o rallenterà, nessuno potrà dire “non lo sapevamo”.
Con le elezioni ormai imminenti, sorge spontanea una domandai: con quale criterio verranno impegnate le risorse nelle prossime settimane?
Parliamo di un bilancio preventivo che riserva gran parte delle risorse per l’amministrazione generale, a fronte di un bando (ancora non pubblicato) per le associazioni locali di appena 70.000 euro.
C’è il forte timore che si acceleri su “spese vetrina” o su assegnazioni dirette fuori bando, lasciando al nuovo direttore e alla nuova amministrazione cittadina una pesante eredità di debiti o di casse vuote.
Arezzo non dimentichi la propria storia: il “Polifonico” va tutelato!
Vogliamo ricordare che l’attuale Fondazione non nasce dal nulla:
essa ha incorporato e ha ereditato la missione della Fondazione originale, istituita storicamente proprio per gestire e proteggere il Concorso Polifonico Internazionale, vanto di Arezzo nel mondo fin dal 1952.
Quell’evento straordinario rappresenta le nostre radici culturali, che oggi, con queste scelte, si stanno impoverendo.
Proprio per tutelare un patrimonio storico così immenso, vogliamo capire quale sarà il futuro dell’ente con un bilancio tirato all’osso.
Chiediamo trasparenza. I bilanci di spesa e i dettagli dei costi che, come gruppo consiliare, richiediamo da mesi non possono più essere tenuti nascosti nei cassetti del CDA.
Ricordiamo ai vertici dell’ente che la Fondazione, pur avendo una forma privatistica, gestisce denaro pubblico e beni comuni e deve perciò adeguarsi agli obblighi di trasparenza stabiliti dal D.Lgs. 33/2013.
Un biglietto per il Sindaco… Al Sindaco Ghinelli che ironizzava sulle nostre denunce, liquidandoci come persone “che parlano di teatro senza mai andarci” vogliamo ricordare che con i continui rincari delle tariffe e con ben 650.000 euro a bilancio drenati dalle sole passioni personali del Sindaco (musica classica e lirica), tra poco a teatro non potrà andarci più nessuno!
Forse il Sindaco non sa che per le realtà locali affittare un palco è diventato un lusso inaccessibile. Noi vogliamo un teatro vivo e accessibile a chi produce cultura ad Arezzo tutto l’anno, non un salotto d’élite a prezzi proibitivi.
Le nostre proposte sono chiare: ripristino di un assessorato alla cultura, linee culturali e amministrative in capo alla giunta e consiglio comunale per valorizzare le realtà culturali locali, revisione dello statuto della Fondazione, piena trasparenza nella gestione.

