Rinascimento Castiglionese sulle scuole di Santa Cristina e La Nave

Abbiamo letto con sconcerto il comunicato dell’Amministrazione Comunale in merito alla chiusura delle scuole elementari di Santa Cristina e della scuola dell’infanzia de La Nave.
 
Siamo di fronte a un documento allucinante dal punto di vista amministrativo e profondamente vile sotto il profilo politico.
 
Amministrativamente parlando, ci troviamo davanti all’assurdo: si decide di chiudere due plessi scolastici senza uno straccio di atto formale. Non esiste una delibera di giunta, non esiste un’ordinanza sindacale, non c’è alcun provvedimento ufficiale.
 
Tutto è stato liquidato con una semplice mail. Una gestione talmente superficiale che, ad oggi, per il Minister dell’Istruzione e del Merito le due scuole risultano ancora regolarmente aperte e dotate di codice meccanografico attivo.
 
In questo quadro di totale caos burocratico, la maggioranza ha persino il coraggio di parlare di “programmazione”.
 
Ci chiediamo quale sia la logica programmatica dietro alle elementari di Santa Cristina, dove il Comune ha da poco acquistato il parcheggio da un privato e finanziato interventi di manutenzione: risorse pubbliche investite per poi chiudere la scuola subito dopo?
 
Alla Nave, invece, l’edificio era inserito nel piano delle opere pubbliche, ma per anni non è stato mosso uno spillo, lasciando incredibilmente scadere il decreto per la messa a norma.
 
Oggi la Giunta si giustifica sventolando lo spauracchio del calo demografico, mentre contemporaneamente decide di spendere oltre 5 milioni di euro per realizzare un nuovo polo 0-6 – distruggendo tra l’altro un campo sportivo – quando, proprio in virtù del calo delle nascite, sarebbe stato sufficiente ed economicamente più efficiente sistemare gli asili nido già esistenti. Questa non è programmazione, è improvvisazione a danno del territorio.
 
Ma oltre alle carenze amministrative, il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese denuncia con forza la viltà politica di questa operazione.
 
Non viene prodotto alcun atto ufficiale perché nessuno, all’interno della maggioranza, vuole assumersi la paternità e la responsabilità politica di questa chiusura.
 
Si preferisce invece giocare d’astuzia sulla pelle delle famiglie, applicando piccoli espedienti e odiose disparità: garantire il trasporto gratuito esclusivamente verso la scuola materna Coccinella rappresenta un vero e proprio ricatto psicologico nei confronti dei genitori.
 
Forse le famiglie che pagano regolarmente per mandare i propri figli alla Brogi o alla Schiatti sono cittadini di serie B?
 
La strategia della Giunta è fin troppo chiara: non chiudere le scuole con un provvedimento legittimo, ma mettere i genitori con le spalle al muro per costringerli a iscrivere i figli altrove.
 
In questo modo, domani, il Comune potrà lavarsene le mani e dichiarare pubblicamente che i plessi sono stati chiusi solo per “mancanza di iscritti”.
 
Una palese prepotenza istituzionale davanti alla quale ci domandiamo, inoltre, se anche la Dirigente Scolastica ritenga accettabile lo svuotamento e la cancellazione di due scuole senza un percorso formale.
 
Rivolgiamo quindi un appello perentorio al Primo Cittadino: “Caro Sindaco, se esistono rischi strutturali o motivi reali tali da rendere necessaria la chiusura, mettici la faccia.
 
Firma un atto formale e assumiti la responsabilità delle tue scelte davanti alla cittadinanza. Non nasconderti dietro a una mail. Rispetta le regole della democrazia e dell’amministrazione, non fare furbate.
 
Utilizzare i servizi pubblici come strumento di pressione per costringere i cittadini ad abbandonare una scuola non ha nulla a che vedere con il buon governo di una comunità. È solo un trucco politico giocato sulla testa delle famiglie e dei bambini di Castiglion Fiorentino”.

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