Stefano Sani, artista toscano di Montevarchi (AR) torna alla musica inedita con il nuovo singolo dal titolo Radici (23).
Un ritorno alla produzione discografica che vede l’artista toscano andare direttamente al 1° Posto nella classifica Indipendenti Top 50 MRADIO AIRPLAY, al 7° nella classifica Singoli Italiani, al 12° nella classifica Pop e al 14° nella Classifica Generale. Grande soddisfazione per Stefano Sani a dimostrazione che la musica che vale non cade mai…
Il team:
Gianni Salamone, autore e cooproduttore artistico.
Simone Papi (arrangiatore e produttore artistico di radici (23) e Marzio Benelli, coordinatore e collante del progetto)
E un grazie immenso a tutti i musicisti che hanno suonato nel brano partendo da Massimo Pacciani alla batteria, Lallo Mauro al basso, Giacomo Guatteri alle chitarre e Simone Papi al pianoforte e archi!
Disponibile sulle principali piattaforme digitali “Radici (23)”, il nuovo singolo di Stefano Sani, brano scritto dal cantautore Gianni Salamone (anche ideatore del soggetto, della sceneggiatura regista del videoclip) e arrangiato da Simone Papi.
La canzone nasce da un incontro artistico e umano. Dopo aver letto l’autobiografia del cantante toscano “Sulla giostra della vita” (Felici Editore), curata da Paolo Mugnai e pubblicata nel settembre 2024, Gianni Salamone ha deciso di scrivere per lui un brano capace di raccontarne l’essenza più autentica.
“Radici (23)” è infatti una canzone intensa e intimista che affonda nelle pagine dell’autobiografia di Sani, restituendo in musica la forza del suo percorso umano e artistico.
Un brano struggente che parla di identità, memoria e desiderio di riscatto, lasciando emergere in filigrana quella passione viscerale per la musica che lo accompagna da sempre, quasi fosse una “malattia” necessaria e inevitabile.
L’autobiografia “Sulla giostra della vita” racconta senza filtri i momenti luminosi e le difficoltà incontrate nello show business.
I proventi della vendita del libro spettanti all’artista sono devoluti al reparto che cura i tumori pediatrici dell’Ospedale Meyer di Firenze. Il disco inoltre è stato interamente suonato con pochissimo uso di campionamenti.

