Bucchi: “Sono in dubbio su Coppolaro e Renzi, ecco come sta Guccione”

Christian Bucchi ha concluso da poco la conferenza stampa per la partita di Lunedì, Arezzo Ascoli.

Sono state tante le risposte date: come si aspetta che giochi l’Ascoli, chi giocherà tra Coppolaro e Renzi, il valore dei numeri dieci come Pattarello, e molto altro. Di seguito gli estratti della conferenza:

Ci sono novità sulla questione filippo Guccone?

“Filippo ha ripreso stamattina con un allenamento parziale, domani mattina intensificherà il lavoro e capiremo come sta. Nella formazione ho ancora vari dubbi, ma tutti adesso sono pronti a dare il massimo e so che nessuno deluderà.”

La gestione tattica all’andata dell’Arezzo può influenzare l’Ascoli?

“Nel campionato abbiamo trovato più modi per difendere e attaccare, per non dare riferimenti agli avversari.

L’Ascoli ha un identità fortissima portata avanti dall’inizio e quindi mi aspetto una partita dove cercheranno di palleggiare molto e fare tanto possesso palla come all’andata.

Noi non ci snatureremo e anche se è una partita importante, e sapendo che almeno 4 partite matematicamente dobbiamo vincerle, non ci faremo influenzare e rimarremo nella nostra strada con le nostre idee.”

Quanto è difficile giocare sapendo che 2 risultati su 3 potrebbero andare bene?

“Noi la giochiamo pensando che dobbiamo vincere, entrambe le squadre voglio la vittoria e battere l’avversario.

Quando fai così tanti punti è perché hai sempre voluto avere la meglio fino all’ultimo. Il +8 a cinque dalla fine ci potrebbe avvicinare molto all’obbiettivo, ma noi dobbiamo continuare a giocare per vincere.”

La qualità dei giocatori dell’Arezzo non ha rivali: i due centravanti hanno segnato 21 gol, né in Serie C né in Serie B e nemmeno in Serie A ci sono due giocatori dello stesso ruolo che hanno segnato così tanto e questo è anche merito suo mister.

“Onestamente credo che tanto merito vada ai ragazzi, io porto un idea e un identità, ma poi va interpretato, e ognuno lo fa in maniera differente.

Loro due erano abituati a essere sempre titolari, e accettare il ruolo di dividersi la partita non è facile. Sono stati bravi quest’anno a sapersi inter cambiare e ho avuto fortuna nei leggeri momenti di calo di uno, di trovare la migliore versione dell’altro.

Il merito è loro, sono ragazzi molto centrati che non si fanno mai spostare, e grazie alle loro qualità quest’anno hanno voluto fare la scelta di giocare meno per privilegiare la squadra all’individuo, e questo porta più frutti anche singolarmente.”

Secondo lei la partita la decideranno gli attaccanti oppure un giocatore che non ci si aspetta?

“Queste partite di solito vengono decise da episodi, avendo tanti giocatori in entrambe le squadre dal colpo questo scenario è ancora più probabile. Non so chi giocherà da parte loro, ma l’identità dell’Ascoli è la stessa, anche se cambiano le individualità, noi dobbiamo ragionare da squadra pensando di affrontare la squadra.”

L’altra sera ha parlato anche dei numeri dieci, dicendo che è un ruolo in via d’estinzione e che se li abbiamo li facciamo giocare esterni, ma questo lo fa anche lei con Pattarello.

“Pattarello è un numero 10 sulla maglia, ma non ha quelle caratteristiche, un 10 potrebbe essere chierico, però il dover raggiungere sempre degli obbiettivi crea tante pressioni ricadendo anche sul giocatore, che quindi gioca più semplice.

Credo che questo sia quello che ci imprigiona, il coraggio di giocar liberamente accettando la sconfitta.

In italia associamo la sconfitta al fallimento, come se tu avessi demolito tutto, serverebbe una presa di posizione diversa anche da parte di noi allenatori, perché sono cose che si vedono costantemente.

In italia ci sono tante promesse, ma quando arrivano in prima squadra dribblano sempre troppo, rischiano tanto… e ciò è condizionante per lo sviluppo di queste caratteristiche.”

Questo periodo ad Arezzo è stato anche una rivincita personale per lei?

“Non direi rilancio, perché non cercavo questo, dovevo crearmi una nuova squadra. Io ho vissuto una carriera da allenatore bellissima fatta di tanta gavetta con varie squadre in tutte le categorie, e le ultime due esperienze di Ascoli e Trieste mi hanno fatto pensare molto e avevo bisogno di riniziare da 0, per recuperar completamente e tornare a godersi questo sport.

Non è facile gestire le varie pressioni di questo lavoro, e bisogna viverlo con serenità, capendo che il risultato non rispecchia sempre il valore della squadra. C’è la metto sempre tutta per rappresentare questo club e questi colori, e questo è il mio modo di viversela.

Crede che saranno decisivi gli ultimi 20 minuti in una partita con cosi tanto ritmo?

“Sarà una partita con tanto ritmo, l’Ascoli palleggia tanto, e noi anche senza palla abbiamo dimostrato di avere tanta intensità. Non so se saranno decisi gli ultimi minuti ma ogni dettaglio può fare la differenza e ci sarà grande attenzione da parte di tutti.”

Ha in mente di impiegare Cortesi come centrocampista o trequartista?

“Cortesi è un giocatore molto duttile e sa giocare in ogni posizione del campo: trequartista, mezzala, tra le linee, noi lo abbiamo preso proprio per questo, perché è molto versatile.”

C’è un ballottaggio tra Coppolaro e Renzi, o è già tutto deciso?

“Vedendo la settimana di lavoro tutti ti danno la sensazione di essere focalizzati e di voler esserci, anche De Col ha fatto un gran campionato, Coppolaro ci ha aiutato, come per Renzi, tutti mi danno tanti pensieri, io penso che gli 11 che vanno in campo non sono i migliori in assoluto, ma i migliori per le caratteristiche della squadra avversaria. Domani con l’ultima seduta spero di chiarirmi le idee e decidere.”

Di Duccio Donnini

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