Una stretta che rischia di mettere in ginocchio i gestori delle strutture ricettive aretine.
È questo l’allarme che intendo lanciare con un’interrogazione urgente finalizzata a fare chiarezza sull’ondata di controlli della polizia municipale ai B and B e ad altre strutture ricettive.
Il nodo della contesa può essere ricondotto a uno slogan: norme vaghe, multe salate. Dal gennaio 2025, la legge obbliga infatti ogni struttura ricettizia a esporre il cosiddetto CIN all’esterno dell’edificio ma non specifica dimensioni o modalità di esposizione, lasciando ai proprietari un certo margine, pur nel rispetto dei vincoli paesaggistici.
Nonostante molte strutture si siano adeguate, la polizia municipale sta effettuando controlli a tappeto, contestando violazioni che portano a sanzioni pesantissime.
Stiamo assistendo a situazioni in cui vengono irrogate simultaneamente fino a tre sanzioni da 1.000 euro ciascuna, sostenute da motivazioni quali la scarsa visibilità del codice identificativo nazionale all’esterno, la mancata indicazione sulle piattaforme online e, fatto ancora più critico, la presunta mancata esposizione del CIN all’interno di ogni singola camera.
Mentre a livello nazionale i dettagli restano sfumati, ad Arezzo l’azione sanzionatoria sembra seguire criteri estremamente rigidi. Ci sono ulteriori obblighi comunali che integrino la normativa nazionale?
Come intende garantire l’amministrazione comunale i proprietari da interpretazioni arbitrarie delle norme? È fondamentale garantire la legalità ma cerchiamo anche di dirimere una questione che attanaglia un’intera categoria”.

