Ad Arezzo la radiologia arriva a casa per i pazienti più fragili

Portare alcuni esami radiografici direttamente nelle abitazioni dei pazienti più fragili rappresenta oggi una possibilità concreta in alcune aree della Toscana.

Nell’ambito dell’Azienda USL Toscana Sud Est, il servizio di radiologia domiciliare consente infatti di eseguire, in casi selezionati, radiografie a domicilio per pazienti che non possono spostarsi facilmente.

Il servizio, attivato dall’Azienda USL Toscana Sud Est, su iniziativa del Dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie, è stato accolto con favore dagli Ordini TSRM e PSTRP della Toscana e dalle Commissioni di Albo dei Tecnici sanitari di radiologia medica, che ne evidenziano il rilievo sia sul piano sanitario sia su quello sociale.

Radiografie accessibili anche per chi non può spostarsi

La radiologia domiciliare nasce per rispondere ai bisogni di persone che, per condizioni cliniche o limitazioni funzionali, incontrano difficoltà ad accedere ai servizi ospedalieri:

anziani fragili, persone con disabilità, pazienti oncologici, persone allettate o affette da patologie che rendono particolarmente complesso uscire di casa.

In questi casi anche un semplice esame radiografico può trasformarsi in un percorso organizzativamente complesso, talvolta con la necessità di ricorrere a trasporti sanitari verso l’ospedale.

Con questo servizio, invece, l’esame può essere eseguito direttamente nell’abitazione del paziente o nella struttura in cui vive, con una riduzione dei disagi, dei tempi organizzativi e dello stress fisico.

“Il progetto è nato nel 2022 come sperimentazione presso l’Ospedale del Valdarno” – dichiara la Dott.ssa Rita Papi, referente per le Commissioni di Albo TSRM della Toscana – “e, dopo la fase iniziale, il modello è stato progressivamente sviluppato anche in altri territori dell’Azienda.

Oggi il servizio può contare su équipe dedicate e su apparecchiature radiologiche portatili digitali di ultima generazione, che consentono l’esecuzione dell’esame direttamente al domicilio del paziente.”

Un modello di integrazione tra ospedale e territorio

Uno degli aspetti più rilevanti della radiologia domiciliare è la capacità di integrare assistenza territoriale e diagnostica ospedaliera. Il servizio si basa infatti sull’impiego di tecnologie digitali, sistemi di teleradiologia e su una stretta collaborazione tra professionisti sanitari del territorio, TSRM e medico radiologo.

Dopo l’esecuzione dell’esame, le immagini radiografiche vengono trasmesse ai sistemi informatici aziendali. In questo modo il medico radiologo può visualizzarle e valutarle in tempi rapidi, pur con il paziente al proprio domicilio.

Questo modello consente di portare alcuni esami diagnostici anche in aree periferiche o più difficili da raggiungere, contribuendo a una maggiore equità nell’accesso alle cure.

Come si attiva il servizio?

Il percorso parte dal medico di medicina generale o dallo specialista che ha in carico il paziente. Nei casi clinicamente appropriati e compatibili con il servizio, il medico può richiedere l’esecuzione di una radiografia a domicilio.

La richiesta viene trasmessa alla struttura di radiologia, che ne valuta l’appropriatezza e organizza l’intervento.

Al domicilio del paziente si recano due Tecnici sanitari di radiologia medica, professionisti formati per operare anche in contesti extraospedalieri, garantendo qualità tecnica dell’esame, corretta esecuzione della procedura e rispetto delle misure di radioprotezione.

L’esame viene generalmente eseguito in tempi contenuti (15-20 min.). Il paziente può rimanere nel proprio letto oppure essere posizionato seduto su una poltrona, in base alle condizioni cliniche e al tipo di radiografia richiesta.

Una volta completato l’esame, le immagini vengono trasmesse alla radiologia per la valutazione del medico radiologo.

Il referto viene quindi reso disponibile secondo le modalità previste dall’Azienda, anche tramite Fascicolo Sanitario Elettronico, ove attivato, oppure può essere ritirato presso gli sportelli della struttura sanitaria.

Quali esami si possono fare a domicilio?

Le apparecchiature portatili consentono di eseguire, nei casi appropriati, diversi esami radiografici, tra cui:

– radiografie del torace;

– radiografie di segmenti scheletrici e articolari;

– esami relativi a bacino e arti, come spalla, polso, mano, anca, ginocchio, caviglia e piede.

Questi esami risultano particolarmente utili in presenza di sintomi dolorosi, nei controlli successivi a interventi chirurgici e nel monitoraggio del recupero da fratture, soprattutto quando il trasporto in ospedale del paziente risulta difficoltoso o non appropriato.

Quando è necessario l’ospedale

La radiologia domiciliare non sostituisce la diagnostica ospedaliera nei casi in cui siano necessari percorsi urgenti o approfondimenti complessi. In situazioni di emergenza, come traumi gravi, politraumi o traumi cranici, il paziente deve essere valutato in ospedale.

In questi casi possono rendersi necessari esami più complessi, come TAC (TC) o Risonanza Magnetica (RMN), oltre a una valutazione clinica multidisciplinare in tempi rapidi.

Uno degli aspetti centrali riguarda la qualità delle immagini diagnostiche. Nei casi appropriati e per le indicazioni compatibili con il servizio, le radiografie eseguite a domicilio possono fornire immagini adeguate al quesito clinico e utili alla valutazione radiologica.

Le apparecchiature portatili digitali, pur essendo progettate per l’impiego sul territorio, consentono oggi livelli di qualità diagnostica elevati.

Anche l’aspetto della sicurezza è oggetto di particolare attenzione.

Le apparecchiature sono sottoposte ai controlli periodici previsti e l’attività viene svolta nel rispetto delle procedure di radioprotezione, con il supporto delle competenze del Servizio di Fisica Sanitaria.

Durante l’esame vengono adottate specifiche misure organizzative e tecniche finalizzate a minimizzare l’esposizione di terzi presenti nell’abitazione o in ambienti adiacenti.

“La radiologia domiciliare rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione organizzativa e tecnologica possa contribuire a rendere il sistema sanitario più vicino ai bisogni delle persone” – osserva il Dott. Leonardo Capaccioli, per il Coordinamento degli Ordini TSRM e PSTRP della Toscana.

“Consentire ai pazienti fragili di eseguire un esame radiografico nel proprio contesto di vita significa semplificare il percorso assistenziale, ridurre i disagi legati agli spostamenti e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio”.

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