Ex ferrovia Arezzo–Fossato di Vico: salvare la ciclovia dei Due Mari

In occasione della Giornata delle Ferrovie Dimenticate, che ricorre la prima domenica di marzo, si rinnova l’attenzione sulla Ferrovia dell’Appennino Centrale, Arezzo–Fossato di Vico, infrastruttura dismessa di grande valore storico e paesaggistico, oggi sempre più a rischio ma con importanti potenzialità di recupero.

Le notizie emerse in questi giorni sono preoccupanti: quattro gallerie risultano crollate e altre sono impraticabili o estremamente pericolose, in particolare nel tratto compreso tra Arezzo e Palazzo del Pero, quello più vicino alla città e anche tra i più suggestivi dal punto di vista naturalistico e ingegneristico. Una situazione che è il risultato diretto di decenni di abbandono e totale assenza di manutenzione.

Andrea Gallorini e Donato Caporal
Andrea Gallorini e Donato Caporali

Come consiglieri comunali del Partito Democratico, riteniamo doveroso ricordare che su questo tema il Consiglio comunale di Arezzo si è già espresso nel 2021, approvando un nostro atto d’indirizzo, votato all’unanimità, che impegnava Sindaco e Giunta ad attivarsi per la progettazione del tratto aretino della ciclovia dei “Due Mari”, prevedendo, dove possibile, il recupero del vecchio tracciato della Ferrovia dell’Appennino Centrale e la sua valorizzazione.

Purtroppo, a distanza di anni, a quell’atto non è seguito alcun intervento concreto.

È importante chiarire che il recupero del tracciato non presuppone l’utilizzo di tutte le gallerie esistenti, la cui messa in sicurezza richiede costi importanti.

Tuttavia, intervenire anche solo su una parte delle gallerie rappresenterebbe già un valore significativo per il percorso.

Il vero rischio resta l’inerzia: senza interventi, il degrado potrebbe portare al crollo definitivo delle strutture, precludendo ogni possibilità futura.

Il recupero del tracciato della FAC, inserito nel progetto della ciclovia regionale dei “Due Mari”, rappresenterebbe infatti una grande opportunità per Arezzo, capace di rafforzare l’offerta legata al turismo lento e alla mobilità dolce, valorizzando le frazioni e creando connessioni con infrastrutture già esistenti come la Ciclovia dell’Arno e il Sentiero della Bonifica. Un progetto che avrebbe anche una forte valenza culturale, potendo diventare un vero e proprio itinerario identitario legato ai luoghi di Piero della Francesca.

Ad oggi, nel tratto aretino non si è andati oltre le intenzioni, mentre in altri territori i lavori sono partiti e i finanziamenti regionali sono stati utilizzati. Una responsabilità politica che non può essere ignorata.

Se la memoria di quel piccolo binario a scartamento ridotto è ancora viva e continua a suscitare interesse e ammirazione, lo si deve esclusivamente all’impegno delle associazioni del territorio, primi fra tutti il Dopolavoro ferroviario Arezzo, che da anni suppliscono all’assenza di interventi istituzionali.

Auspichiamo che la prossima amministrazione comunale sappia finalmente dare seguito agli impegni già assunti dal Consiglio comunale nel 2021, mettendo in campo una visione e una volontà politica che l’attuale giunta di centrodestra non ha dimostrato, per evitare che un patrimonio ancora recuperabile e di grande valore venga definitivamente perduto.

Andrea Gallorini e Donato Caporali Consiglieri comunali PD – Arezzo

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