Tutte le lune di miele hanno un termine. Per la nuova Giunta di Arezzo, quel momento è arrivato.
Oggi è un mese dalla nomina della squadra. Ma prima di allora il vicesindaco Gamurrini aveva iniziato a fare promesse, con video postati sui social.
L’idea corretta era quella di voler dare ai cittadini su problemi che si trascinano da mesi o da anni, delle certezze.
Il caso più eclatante è quello del cantiere di via Fiorentina. Gamurrini aveva promesso di esaminare con la ditta che esegue i lavori, le modalità per accelerare la realizzazione dell’opera e dare agli aretini tempi certi:
sia sulle variazioni al traffico oggi in gravissima difficoltà, sia sulla definitiva messa in funzione di un’opera costata gia 8 volte in piu del previsto.
Casa Riformista denuncia la mancanza di notizie certe. Anzi, il cantiere è spesso senza nessuna persona al lavoro con le grandi ruspe immobili sopra la sagoma del tunnel. Perché Gamurrini non fornisce le date che tutti attendono?
E fra questi tutti ci sono coloro che vedono questi ritardi come causa di danni economici spaventosi: sono i commercianti di via Fiorentina, sia lato città che periferia.
Gamurrini e il suo sindaco devono dare risposte chiare anche sui ristori che devono essere garantiti con sollecitudine a coloro che dal blocco stradale hanno ricevuto penalizzazioni spaventose per le proprie attività.
Stessa musica nel quartiere di Saione. Da settembre 2025 cittadini e attività commerciali stanno subendo pesanti disagi a causa di un cantiere che sembra procedere con estrema lentezza.
Nella piazza davanti alla Chiesa si vedono sempre pochi operai e le scadenze previste dall’appalto, ormai superate, rischiano di diventare vere e proprie “pagine di storia dell’inefficienza”.
Non si può però ignorare il danno economico subito dalle attività presenti nella zona, come la sala biliardo e il ristorante, che a causa del protrarsi dei lavori si trovano ormai in seria difficoltà.
È necessario prevedere immediatamente forme concrete di sostegno economico, sgravi o ristori per chi sta pagando sulla propria attività le conseguenze di ritardi che non dipendono certo dagli esercenti. Per chiudere poi con via Filzi.
Il sindaco ha emesso una ordinanza che impone alla Banca proprietaria dell’ex asilo che doveva diventare la caserma della Polizia Locale, 90 giorni per un piano di risanamento, che comprenda anche il “tombamento” delle fondazioni dove l’acqua stagnante e putrida richiama topi in quantità industriale e zanzare, con i cittadini ormai allo stremo.
Per ora non si vede nessuna differenza fra questa giunta e la precedente, dalla quale volevano segnare una netta disco

