La quindicesima edizione del Festival dell’Autobiografia è terminata domenica mattina, dopo tre giornate intense e ricche di momenti interessanti dedicati al tema “L’Autobiografia nelle età della vita”. Tante le persone che hanno partecipato agli incontri, unanimi gli apprezzamenti sui momenti che hanno caratterizzato l’appuntamento.
La scrittura di sé è stata al centro del fine settimana che è stato organizzato dalla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, grazie al patrocinio del Comune di Anghiari, alla collaborazione dell’Associazione Pro-Anghiari, al contributo della Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo, Busatti e Centro Commerciale Naturale Vie di Anghiari.
Infanzia, adolescenza, età adulta e senilità sono state le quattro età attorno alle quali si è sviluppata la quindicesima edizione del Festival:
quattro tempi della vita che sono stati raccontati, elaborati e riletti attraverso la scrittura autobiografica, grazie al contributo di studiosi, poeti, scrittori, artisti, docenti universitari, attori, ricercatori, insegnanti, musicisti, volontari impegnati nella promozione delle pratiche autobiografiche in contesti e generazioni differenti.
Apprezzato l’intero programma: dalla performance musicale Ciò che l’albero custodisce di Henri Olama e Salomée che ha aperto il Festival 2026 fino al dialogo in collegamento con il linguista e saggista Raffaele Simone, vincitore del Premio Città dell’Autobiografia 2026.
Tutti gli incontri, i laboratori e gli eventi hanno portato spunti di riflessione e approfondimenti significativi, mettendo in evidenza la correlazione tra la scrittura di sé e le quattro età della vita.
Particolarmente apprezzate le parole di Duccio Demetrio, fondatore della Libera Università dell’Autobiografia, che insieme alla presidente Stefania Bolletti e al sindaco di Anghiari Alessandro Polcri ha aperto e chiuso l’edizione 2026 del Festival, la cui direzione è stata curata da Caterina Benelli e Massimiliano Bruni.
Tra i momenti più apprezzati e partecipati, il sabato pomeriggio dedicato ai laboratori di scrittura autobiografica, un’occasione che ha permesso a chi ha partecipato di fare esperienza delle pratiche formative che la Libera Università dell’Autobiografia porta avanti per tutto l’anno, ad Anghiari e in vari luoghi d’Italia.
Particolarmente coinvolgenti anche “Discarica di me” di e con Giovanna Mori che si è svolto al Teatro di Anghiari sabato sera e la premiazione del concorso “L’Albero delle ciliegie”.
A tutti i finalisti delle due sezioni è stato consegnato un “attestato di merito”. Questi i primi tre classificati delle due categorie.
Sezione A – Racconti di luoghi
1° classificato: LAURA BARDELLI con il racconto “Una crepa nel muro”
2° classificato: MONICA MARIANNA TRUSSARDI con il racconto “Nel palmo della mano”
3° classificato: FRANCESCA CANU con il racconto “Il muretto”
Sezione B – Racconti di storie memorabili di tempi lontani
1° classificato: SOFIA SARA HOFFMAN con il racconto “Echi di terra. Una storia contadina tra voci e memoria”
2° classificato: MARIA EGIZIA MAFFUCCI con il racconto “Ars et labor. Storia di una merlettaia e del suo album”
3° classificato: CLELIA BINARELLI con il racconto “Infanzia nel Carso”
Al termine del Festival, la presidente Stefania Bolletti ha fatto il punto su questa edizione a nome della Libera Università dell’Autobiografia. Ecco le sue parole.
“Siamo molto soddisfatti per l’alto gradimento manifestato dal pubblico, per gli approfondimenti dedicati alla scrittura autobiografica nelle diverse età della vita, per la partecipazione alle attività e ai laboratori di scrittura proposti.
Si tratta di un risultato che ci gratifica e che conferma il valore di un appuntamento capace di creare occasioni di riflessione, confronto e condivisione attraverso la scrittura autobiografica.
Desidero rivolgere la mia più sincera gratitudine a tutte le persone che, con il loro impegno e la loro collaborazione, hanno contribuito alla riuscita del Fest

