San Giovanni: i Ragazzi d’Arnolfo festeggiano dieci anni di musica

Dieci anni di musica, di incontri, di amicizia, di ironia e simpatia e, soprattutto, di impegno per gli altri.

È il traguardo che I Ragazzi d’Arnolfo si apprestano a celebrare con un fine settimana di iniziative in programma sabato 12 e domenica 13 settembre, nell’ambito del Settembre Sangiovannese 2026.

Un anniversario importante per una realtà che, dalla sua nascita nell’autunno del 2016, è diventata una presenza riconoscibile nella vita della città, portando la propria musica e il loro travolgente entusiasmo nelle piazze, nelle scuole e nelle Rsa del Valdarno aretino e fiorentino.

“Ormai i Ragazzi d’Arnolfo sono una caratteristica singolare e distintiva del nostro Comune: li ha soltanto San Giovanni – dichiara il Sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi.–

Sono nati circa dieci anni fa e oggi li festeggiamo non soltanto perché chiunque arrivi nelle piazze della nostra città li vede immediatamente sotto il Marzocco e sotto il palazzo, ma anche perché, da qualche anno, non si limitano soltanto a partecipare alle iniziative, come il Perdono e tante altre manifestazioni, allietandoci con i loro canti, ma stanno anche svolgendo un’importante funzione sociale, soprattutto attraverso gli eventi di intrattenimento all’interno delle case di riposo.

Per questo, naturalmente, va a loro un grande ringraziamento per quello che fanno. E l’appuntamento è quindi per sabato 12 e domenica 13, con tutte le iniziative organizzate per celebrare il decennale dei Ragazzi d’Arnolfo”.

“È proprio di cultura e socialità che stiamo parlando – aggiunge l’Assessore alla Cultura Fabio Franchi – perché i Ragazzi d’Arnolfo hanno il pregio e il valore di portare insieme una toscanità spinta, quindi anche quell’eccesso, la battuta, la comicità e così via.

Essendo un presidio fisso, più o meno sotto il Palazzo d’Arnolfo, tutte le volte che passiamo per le vie e per le piazze della città li incontriamo. Ma sono anche un importante presidio di socialità, perché loro stessi, persone ormai della terza età, hanno trovato nel gruppo una comunità di amici, un gruppo interclasse, nel senso che le provenienze di ciascuno di loro sono le più diverse, anche per quanto riguarda il lavoro svolto nella vita.

Sono stati poi in grado di mettere in moto una realtà che, andando nelle case di riposo oppure negli istituti scolastici, ha creato un ponte tra le generazioni e quindi un impegno verso gli altri.

I tour nelle case di riposo, ormai, si svolgono in tutta la Toscana. I Ragazzi d’Arnolfo hanno la capacità di coinvolgere gli ospiti delle RSA con i loro canti e di far rivivere, con una nostalgia felice, i tempi della gioventù.

Allo stesso modo, con le scuole, riescono a instaurare un rapporto intergenerazionale con i bambini, con quelli che sono i loro nipoti e, forse, persino i loro bisnipoti. Riescono comunque a tenere insieme, a unire più generazioni in un unico canto e in un unico progetto.

Quindi, al di là di tutto quello che si può dire, è un gruppo importante e significativo. Ci fa molto piacere ospitarli a Palazzo d’Arnolfo e siamo molto lieti di vedere la mostra dedicata ai dieci anni dei Ragazzi e di assistere, domenica alle 18, al concerto dei Ragazzi d’Arnolfo.

Il concerto avrà come guest star un altro illustre figlio di Arnolfo, diciamo così, un sangiovannese DOC: Walter Sterbini, che, con la generosità che gli è tipica, si è messo a disposizione per essere ospite del concerto.

Saranno quindi due giorni estremamente interessanti, per vivere la socialità e la storia sociale di San Giovanni, e per apprezzare ancora di più il lavoro e l’opera dei Ragazzi d’Arnolfo”.

La storia de I Ragazzi d’Arnolfo comincia proprio nel cuore di San Giovanni Valdarno, sotto il loggiato di Palazzo cuore della città. Un gruppo di amici, tutti pensionati, iniziò quasi per gioco a intonare alcune canzoni d’epoca.

I passanti si fermavano ad ascoltare, arrivavano gli applausi e anche qualche richiesta musicale. Al gruppo si unirono così altri amici e, poco alla volta, quella che era nata come un’occasione di divertimento si trasformò in un vero e proprio coro.

Anche il nome venne quasi naturale: trovandosi sotto il palazzo simbolo di San Giovanni e con un pizzico di ironia sulla loro età avanzata, decisero di chiamarsi “I Ragazzi d’Arnolfo”.

Le prime esibizioni furono accompagnate persino dal ritmo improvvisato di una scatola di latta che era stata una scatola di acciughe. Poi arrivarono le esibizioni in piazza Cavour, sotto l’albero di Natale, e sotto le logge della Pieve.

Ma il percorso del gruppo prese presto una direzione ancora più significativa: il primo concerto nella Casa di riposo di San Giovanni Valdarno diventò infatti il punto di partenza di una vera e propria missione, quella di portare un po’ di allegria e compagnia agli anziani ospiti delle Rsa del territorio, sempre all’insegna della beneficenza.

Da allora I Ragazzi d’Arnolfo si sono esibiti in numerose strutture e località, dal Valdarno aretino a quello fiorentino, arrivando anche ad Arezzo, Viciomaggio, Pieve Santo Stefano, La Verna e San Miniato.

Nel tempo è nata anche una collaborazione con le scuole dell’infanzia e primarie dell’Istituto comprensivo Marconi di San Giovanni Valdarno, che prosegue ancora oggi.

Un’attività che racconta bene la particolare identità del gruppo: uomini e donne non più giovani, molti dei quali ultra settantenni, ottantenni e novantenni, che hanno scelto di continuare a sentirsi “ragazzi dentro”, mettendo insieme la passione per la musica e il desiderio di stare insieme e fare del bene.

“Siamo nati quasi per gioco, senza immaginare che quella prima volta sotto il loggiato di Palazzo d’Arnolfo avrebbe dato vita a un’esperienza lunga dieci anni – racconta il presidente de I Ragazzi d’Arnolfo Emilio Vichi –.

In questi anni abbiamo avuto la fortuna di incontrare tantissime persone e di portare la nostra musica soprattutto a chi ne aveva più bisogno.

Il nostro coro nasce dall’amicizia e dalla voglia di stare insieme, ma anche dalla consapevolezza che attraverso una canzone, un sorriso e qualche ora trascorsa insieme si può contribuire a combattere la solitudine e l’isolamento.

Per questo il nostro decennale non vuole essere soltanto una festa per noi, ma un modo per ringraziare tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo percorso”.

Le celebrazioni prenderanno il via sabato 12 settembre alle 16, nel loggiato di Palazzo d’Arnolfo, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Dieci anni dei nostri ‘Ragazzi’”, un percorso attraverso immagini e ricordi che ripercorre la storia del gruppo e i momenti più significativi di questi primi dieci anni. La mostra sarà poi nuovamente aperta al pubblico domenica 13 settembre dalle 10 di mattina.

Sabato pomeriggio sarà anche l’occasione per ascoltare direttamente le voci e i racconti dei protagonisti.

Alle 17,30, a Palazzo d’Arnolfo, si terrà infatti “I Ragazzi d’Arnolfo si raccontano”, con la proiezione dei filmati realizzati nel corso del decennale e, a seguire, un incontro pubblico.

Saranno presenti il sindaco Valentina Vadi, l’assessore alla cultura Fabio Franchi, l’assessore regionale Filippo Boni, il presidente della Pro Loco Angelo Bonadio, il direttore area anziani Stefano Frasi, la dirigente dell’istituto comprensivo Marconi Emilia Minichini e alcuni rappresentanti delle Rsa del Valdarno aretino e fiorentino.

Il decennale si concluderà domenica 13 settembre alle 18 in piazza Masaccio con “I Ragazzi d’Arnolfo in concerto”, un appuntamento anche questo aperto alla città che vedrà la partecipazione di Walter Sterbini, noto artista sangiovannese.

Sarà il momento conclusivo di due giornate dedicate ai ricordi e alla musica, ma anche l’occasione per festeggiare insieme un gruppo che, in dieci anni, ha saputo trasformare una semplice passione in un’esperienza di comunità.

© Riproduzione riservata

Condividi articolo:

I più letti

ARTICOLI CORRELATI
RELATED