Depaving, rinaturalizzazione delle aree impermeabilizzate e un nuovo piano del verde per aumentare la presenza di alberature nel territorio urbano. Sono le proposte contenute nell’interrogazione presentata in Consiglio Comunale dal Gruppo Consiliare PD su iniziativa di Vincenzo Ceccarelli:
i consiglieri chiedono all’Amministrazione comunale di inserire questi obiettivi nel nuovo Piano Operativo, la cui validità è prevista in scadenza nell’aprile 2027.
Il punto di partenza è la necessità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici anche attraverso una diversa progettazione degli spazi urbani.
Il depaving, ovvero la rimozione di asfalto e pavimentazioni impermeabili laddove non indispensabili, consente di recuperare terreno vivo, aumentare la capacità di drenaggio delle acque piovane e contribuire a contrastare le temperature elevate nelle aree urbane.
“Di fronte a piogge sempre più intense e concentrate e a ondate di calore sempre più frequenti – spiega Vincenzo Ceccarelli – anche le città devono cambiare.
Non possiamo limitarci a intervenire dopo gli eventi estremi: dobbiamo progettare un territorio più capace di assorbire l’acqua, di ridurre il calore e di aumentare la presenza della natura negli spazi urbani. Il depaving va esattamente in questa direzione”.
L’interrogazione richiama anche le esperienze già avviate da altri Comuni italiani e toscani e le risorse disponibili attraverso il Fondo nazionale per il contrasto al consumo di suolo. La Toscana, inoltre, ha già previsto strumenti di sostegno agli enti locali per interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano.
Arezzo ha un’occasione importante con la costruzione del nuovo Piano Operativo. Chiediamo che il Comune abbia il coraggio di fare una scelta precisa: meno superfici impermeabili dove non sono necessarie, più aree verdi e più alberi.
Serve anche un vero piano del verde, capace di aumentare la dotazione di alberature e di scegliere specie più adatte al clima che sta cambiando, in grado di offrire ombra, assorbire calore e CO₂ e garantire una gestione più sostenibile e sicura”.
Il dato sul consumo di suolo rende, secondo i consiglieri PD, ancora più urgente una riflessione sul futuro urbanistico della città:
il rapporto 2025 del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente colloca infatti Arezzo tra i primi tre Comuni toscani per superficie di suolo consumato, con oltre 3.200 ettari.
Non si tratta di una battaglia ideologica contro il cemento ma di una scelta concreta di governo del territorio.
La qualità urbana, la sicurezza idraulica, la vivibilità e la capacità di affrontare il cambiamento climatico devono diventare criteri centrali delle nostre politiche urbanistiche. Il nuovo Piano Operativo può essere l’occasione per fare di Arezzo una città più verde, più resiliente e più vivibile.

