Cara Giorgia, cara Maria Vittoria,
Desidero ringraziarvi per la vostra bella lettera, per il tono con cui l’avete scritta, per il fatto che l’avete inviata a tutti e sei i candidati sindaco e per le considerazioni che avete voluto condividere con noi e con tutti i cittadini di Arezzo.
Trovo molto interessanti le vostre riflessioni sul dato allarmante dell’astensionismo che si verifica puntualmente ogni qualvolta si va a votare, così come pure le vostre riflessioni sulla cosiddetta “fuga dei cervelli” che riguarda in particolare i giovani come voi, e inoltre il richiamo agli 80 anni della Repubblica Italiana e al primo voto delle donne.
Credo che una delle ragioni della disaffezione dei giovani verso la politica, che li porta a disertare la cabina elettorale, possa essere ricercata in questo “bipolarismo forzato” a cui ci obbliga l’attuale legge elettorale.
Un meccanismo a mio avviso perverso che costringe a scegliere tra i soliti due raggruppamenti, cioè quello del centro destra e quello del centro sinistra, che generano di fatto due schieramenti dove confluiscono i singoli partiti più spesso legati da necessità tattiche che non piuttosto da reale condivisione di idee, valori e azioni per il futuro della nostra città.
E’ così che gli elettori sono a chiamati a scegliere sulla base del cd. “voto utile”.
Ma utile per chi? La nostra Costituzione stabilisce che “il voto è personale ed uguale, libero e segreto”, quindi ogni voto è perfettamente uguale ad un altro e pertanto è sbagliato parlare di “voto utile”.
Voi due, Giorgia e Maria Vittoria, con le vostre ottime riflessioni avete riportato in alto la politica, quella con la “P” maiuscola come l’avete chiamata voi due. Siete state capaci di rianimare il dibattito pubblico in vista delle prossime elezioni.
Avete richiamato in me il senso della lotta politica democratica, affinché i cittadini di Arezzo non si riconoscano – con la storia triste e falsa del “voto utile” – nel “meno peggio”, ma sappiano dare anima e corpo alle proprie aspirazioni e ai propri ideali.
La politica non può essere banalizzata come fosse un derby di calcio, o uno scontro fra opposte fazioni. Con la logica del “voto utile”, tertium non datur.
Ed invece mi sento di dirvi di ascoltare il vostro cuore, di seguire l’istinto, di dare spazio alla sensibilità, ai vostri sogni. Dunque fate bene ad andare a votare e votate chi vi identifica, infischiandovene del voto utile che è un’invenzione dei politici.
Per quanto riguarda la composizione della nuova giunta, capisco il vostro punto di vista. Voi giustamente chiedete assessori che conoscano i problemi della categoria che afferisce alla delega che sarà loro conferita dal sindaco. Un assessore giovane per le politiche giovanili e uno sportivo per lo sport.
La responsabilità di comporre la nuova giunta comunale sarà del sindaco che verrà. Confido, come voi auspicate, che si scelgano gli assessori in base alle competenze e non solo sulla scorta degli equilibri politici.
Arezzo ha bisogno di competenze vere, non di spartizioni. Su questo mi sento di rassicurarvi e se sarò eletto sindaco mi impegno fin da adesso a tenere conto di questa vostra giusta considerazione.
Così come pure se sarò sindaco nominerò un assessore a mobilità ridotta per gestire le politiche nei confronti delle persone diversamente abili. Fatti e non parole. Un impegno è un impegno per me e adesso l’ho anche scritto.
Care Giorgia e Maria Vittoria concludo ringraziandovi ancora una volta per l’opportunità che con la vostra lettera ci avete voluto dare, condividendo con noi le vostre speranze ed i vostri suggerimenti per una Arezzo migliore.
Un plauso lo voglio dedicare al mio competitor Marco Donati perchè lui prima di me, vi ha cercato, incontrato e ascoltato e in questo senso ha fatto molto bene a dare spazio a due belle persone come voi.
Continuate così ragazze, non rinunciate mai ai vostri valori e alle vostre idee.
Oggi ad Arezzo prima dei candidati sindaco siete voi le protagoniste con la vostra freschezza, la vostra giovane età, il vostro candore, la passione per la cosa pubblica e per la politica.
E chi di noi non lo ha ancora capito, ha perso molto di più delle elezioni: ha perso l’opportunità di confrontarsi con la parte più giovane e bella di Arezzo.
In bocca al lupo, con sincera stima.

