La versione di Enrico “Chicco” Mentana sulla libertà di stampa nel nostro Paese

di Stefano Pezzola

Enrico Mentana con un cinguettio si lamenta perché l’Italia è stata relegata oltre al 50esimo posto nella graduatoria della libertà di stampa, fornendo una sua personale interpretazione.
La responsabilità è dei troll e di coloro che lui chiama “disagiati” che incolpano giornalisti come lui.

Ci pensa poi il fidato collega di Open, David Puente, a fornire la sua interpretazione dei fatti scrivendo che “sebbene l’Italia sia scesa di 17 posizioni, il report parla di un Paese dove il pluralismo non manca. Anche se pesano le minacce e le violenze subite dai giornalisti durante la pandemia“.
In particolare il premuroso fact checker di Open arriva a scrivere che “ciò che viene evidenziato dal report annuale è che in Italia la libertà di stampa continua a essere minacciata dalla criminalità organizzata, in particolare al Sud, ma non solo: durante la pandemia vari gruppo estremisti e di protesta hanno compiuto atti di violenza contro i giornalisti“.

I giornalisti sono stati etichettati come governativi, ritrovandosi ad affrontare l’ostilità dei manifestanti contro le misure adottate durante la pandemia nei propri Paesi.
Ed allora rileggiamo anche una dichiarazione a proposito di dittatura informativa e censura di opinioni scomode.
Del resto come non ricordare quel 20 gennaio 2022 quando il Re delle Maratone Televisive annunciò al suo pubblico che “come milioni di italiani, ho avuto il covid. Grazie a Dio e grazie alla scienza, con tre dosi è stata una cosa molto leggera. Poi non ne parlo più perché è uno dei tanti casi, delle centinaia di migliaia di oggi, di coloro che non sono più positivi“.

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