I Carabinieri di Sansepolcro hanno arrestato uno stalker

I Carabinieri di Sansepolcro hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento sanzionatorio della misura cautelare con applicazione della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Arezzo, su richiesta della Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di un 61enne, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti di una 19enne.

In particolare, l’uomo già sottoposto, dallo scorso mese di gennaio, alla misura del divieto di avvicinamento alla vittima, ha violato le prescrizioni imposte, tra cui il mantenersi a una distanza di almeno 1000 metri dalla ragazza.

L’uomo, nel tempo, si era presentato presso il luogo di lavoro della persona offesa, avvicinandosi alla stessa e facendole continui apprezzamenti e avances anche di natura sessuale, altresì davanti ai colleghi di lavoro.

L’aveva seguita in tutti gli spostamenti da casa al luogo di lavoro e viceversa, per non perderla mai di vista e per starle sempre attaccato addosso, mettendola spesso in imbarazzo e agitazione.

Dall’estate del 2025, visto che la ragazza non aveva corrisposto alle avances dell’uomo, quest’ultimo l’aveva insultata ripetutamente, anche alla presenza dei suoi genitori, arrivando a seguirla anche fuori provincia allorquando la stessa si era recata in una discoteca della provincia di Perugia.

Le azioni poste in essere dall’uomo avevano cagionato nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ingenerando un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto e costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita.

E proprio per queste condotte l’uomo era stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

I Carabinieri della Compagnia di Sansepolcro hanno però accertato che l’uomo, incurante degli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria, aveva continuato a porre in essere le medesime condotte che avevano giustificato l’emissione della misura trasgredita.

Proprio per gli ulteriori e gravi indizi di colpevolezza raccolti, la Procura della Repubblica di Arezzo ha chiesto la misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale aretino, nei confronti dell’uomo, il quale adesso si trova presso la casa circondariale di Arezzo.

La suddetta comunicazione è fatta nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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