Non sappiamo ancora, esattamente, come sarà la nuova Piazza Saione, ma appare certo che non sarà una Piazza ma un “largo”, uno svincolo nel quale i soggetti principali non saranno gli umani ma le automobili che una cultura arretrata vede tuttora simbolo di modernità.
Si concluderà, dopo oltre due anni, un episodio di governo che comincia con il paternalismo di “aiutare”, grazie al PNRR, un quartiere “degradato” che improvvidamente viene paragonato a Scampia, tanto che una Prefettessa, anni fa, dichiarava che “ era entrata a Saione a piedi e senza scorta ”.
Nessuno l’aveva avvertita che Saione è il quartiere più vivo e vitale della città e, sicuramente, quello con l’età media degli abitanti più bassa.
Dopo il paternalismo il decisionismo: si fa una piazza con un grande sagrato, davanti alla Chiesa e si abbattono gli 11 alberi di un’aiuola centrale.
Il popolo difende gli alberi, un Comitato raccoglie migliaia di firme, gli alberi sono salvi e si apre un periodo di “concertazione” con un Consiglio Comunale aperto (maggio 2924) nel quale il Sindaco garantisce alberi e pedonalizzazione.
Dopo la concertazione, la sosta, i lavori non cominciano e, quando apre il cantiere, la concertazione è con i commercianti che temono che una piazza pedonale diventi luogo di bivacco per stranieri.
Riassunto: decisionismo incerto, paternalismo peloso, paura del diverso, illusione di apartheid in un contesto di incompetenza; ovvero Palazzo Cavallo come Palazzo Chigi.

