Alla presenza dei rappresentanti della Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane della Provincia, il sindaco Marcello Comanducci ha partecipato alla cerimonia presso il carcere di Arezzo in memoria dei fatti del 15 giugno 1944, quando nella cella in cui erano rinchiusi vennero uccisi Sante Tani, avvocato e presidente della sezione aretina del Comitato di liberazione nazionale, il fratello Giuseppe, parroco di Casalenovole, e il commerciante Aroldo Rossi.
I tre vennero prima tradotti in carcere, poi sottoposti a stringenti interrogatori e torture, infine, dopo un tentativo di liberazione da parte di un gruppo partigiano, durante il quale persero la vita anche il tenente belga Jean Mauritz Meuret e l’alessandrino Giuseppe Oddone, ricondotti in cella.
Di lì a poche ore furono assassinati. Le pareti conservano ancora in alcuni punti tracce del loro sangue.
“È certamente uno dei tributi più eclatanti in termini di vite umane pagato dal territorio aretino alla guerra di liberazione nazionale – ha sottolineato il sindaco Marcello Comanducci.
L’esecuzione di Sante Tani, don Giuseppe Tani e Aroldo Rossi rappresentò anche l’ultimo barbaro sussulto di un regime dittatoriale prossimo alla capitolazione. Essere oggi in quella cella è stato profondamente toccante.
In spazi così piccoli si percepisce tutto il peso della storia e del sacrificio di chi ha pagato con la vita la lotta per la libertà”.
Il 15 giugno 2024, a seguito di un atto di indirizzo votato all’unanimità dal Consiglio Comunale, anche Aroldo Rossi ha avuto un riconoscimento alla memoria, con un giardino a lui dedicato lungo via Carlo Alberto dalla Chiesa a ridosso del parco Ducci. Alla cerimonia era presente anche il consigliere comunale Alessandro Caneschi.

