Cena per Gaza: 5.200 euro raccolti a San Giovanni Valdarno

Realizzati i primi bagni e avviata la distribuzione dei kit igienici

Dalla cena di solidarietà nei saloni della Basilica alla realizzazione di un progetto umanitario in uno dei contesti più difficili del nostro tempo.

I 5.200 euro raccolti a San Giovanni Valdarno con l’iniziativa “Cena per Gaza – Olio, Za’atar e libertà” si sono già trasformati in interventi reali a sostegno delle donne sfollate nella striscia di Gaza.

L’iniziativa è stata promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno e dalla Pro Loco, in collaborazione con l’associazione Cuochi Valdarno Superiore – da cui è partita l’idea – e con l’istituto alberghiero Giorgio Vasari di Figline e Incisa Valdarno.

Una serata che ha unito cucina, informazione e impegno civile, alla quale ha preso parte anche il corrispondente di guerra Giammarco Sicuro, offrendo una testimonianza diretta del conflitto e delle sue conseguenze sulla popolazione civile.

Cena per Gaza 5.200 euro raccolti a San Giovanni Valdarno
Cena per Gaza 5.200 euro raccolti a San Giovanni Valdarno

Il ricavato della cena è stato destinato a sostenere Rifqa, un progetto umanitario che porta aiuti diretti alla popolazione di Gaza, garantendo l’accesso a beni di prima necessità, assistenza sanitaria e supporto educativo.

Rifqa nasce per sostenere la vita quotidiana delle famiglie palestinesi colpite dalla crisi, ma anche per preservare la cultura e la dignità di un popolo attraverso la solidarietà internazionale.

“Siamo molto felici e soddisfatti – dichiara il sindaco di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi – di aver appreso dalla vicepresidente del progetto Rifqa Firenze Elisa Battistini l’esito reale e concreto della raccolta fondi della Cena per Gaza, organizzata il 4 dicembre dal Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con l’associazione Cuochi Valdarno Superiore e con l’istituto alberghiero Giorgio Vasari di Figline e Incisa Valdarno.

Un’iniziativa con la quale abbiamo dato avvio alle festività natalizie 2025. Grazie al ricavato della cena, e in collaborazione con Medici Senza Frontiere, è stato possibile avviare la realizzazione di servizi igienici sicuri in due campi per sfollati nella Striscia di Gaza.

È un segnale importante che dimostra come San Giovanni Valdarno e il Valdarno nel suo insieme siano vicini e solidali nei confronti della sofferenza del popolo palestinese.

Potremo dare una descrizione ancora più puntuale di questi interventi nel mese di febbraio, quando a Palomar – Casa della Cultura organizzeremo un incontro pubblico durante il quale Rifqa e Medici Senza Frontiere racconteranno, anche attraverso immagini e video, i risultati concreti e le ricadute dell’intervento realizzato”.

La vicepresidente dell’associazione beneficiaria Elisa Battistini, ha comunicato al Comune l’avvio concreto del progetto finanziato grazie all’incasso della cena:

sono stati già costruiti i primi due bagni e nei prossimi giorni partirà la prima distribuzione dei kit igienici destinati alle donne dei campi profughi.

Un passaggio di rendicontazione pubblica particolarmente importante in una fase storica in cui l’accesso delle organizzazioni umanitarie a Gaza è sempre più ostacolato, fino al blocco di realtà fondamentali.

Il progetto, elaborato con il contributo diretto di operatori sul campo e con il supporto di Medici Senza Frontiere, prevede la realizzazione di servizi igienici sicuri e dignitosi in due campi per sfollati.

Ogni sito è dotato di bagni adiacenti costruiti interamente in ferro ad alta resistenza, con pavimentazione antiscivolo in gres porcellanato, serbatoi d’acqua da 500 litri e collegamento a una rete fognaria sicura, per garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate e tutelare la salute pubblica.

Il sistema è stato progettato tenendo conto delle difficili condizioni locali: la linea idrica sostenibile è attiva solo nelle ore mattutine, per questo i serbatoi consentono di assicurare la disponibilità di acqua durante l’intera giornata ed evitare interruzioni che potrebbero esporre le donne a rischi sanitari e umanitari. Particolare attenzione è stata riservata anche alla privacy e alla dignità delle beneficiarie.

Gli interventi interesseranno il campo di Al-Quds, dove due bagni serviranno circa 200 donne, e il campo di Al-Mawasi, dove sono previsti quattro bagni per circa 400 donne.

Parallelamente è prevista la distribuzione continuativa di prodotti per l’igiene personale femminile, sulla base del kit ufficiale utilizzato da Medici Senza Frontiere negli ospedali di Gaza prima dell’interruzione delle attività.

“Il bonifico è arrivato e i primi bagni sono già stati costruiti – ha comunicato la vicepresidente del progetto Rifqa Elisa Battistini in un messaggio al sindaco –.

Inizieremo nei prossimi giorni la prima distribuzione dei kit igienici legati all’evento. Queste azioni sono possibili grazie alla serata organizzata a San Giovanni Valdarno: siete stati i primi a rendere possibile l’avvio del progetto”.

Il messaggio proseguiva con il ringraziamento al Comune di San Giovanni Valdarno, al sindaco Valentina Vadi, alle associazioni coinvolte e a tutta la comunità che ha partecipato alla cena solidale, dimostrando come anche da un territorio locale possa partire un contributo concreto e immediato alla tutela dei diritti umani.

Il percorso di restituzione e condivisione continuerà a febbraio con un’iniziativa pubblica a Palomar – Casa della Cultura, durante la quale saranno presentati foto e video dal campo e verrà raccontato nel dettaglio l’intervento realizzato.

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