Castiglion Fiorentino e agrivoltaico: si può tutelare il territorio?

Il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese chiede al Comune di introdurre regole stringenti per fermare le speculazioni: «Priorità ad autoconsumo e comunità energetiche. Il paesaggio è economia e non può essere svenduto».
 
Registriamo una crescente e forte preoccupazione tra i cittadini per il continuo proliferare di progetti per impianti fotovoltaici e agrivoltaici su terreni agricoli nel nostro Comune.
 
Da due anni sosteniamo con fermezza che questo fenomeno metta a serio rischio la vocazione agricola e turistica della Valdichiana.
 
Oggi questa consapevolezza sta emergendo in tutta la Toscana. L’ultimo esempio in ordine di tempo è la presa di posizione del Comune di Castiglion della Pescaia, che ha approvato una delibera fondata su un principio di fondamentale buon senso:
 
la realizzazione degli impianti deve avvenire prioritariamente su aree degradate, tetti e pensiline, privilegiando sui terreni agricoli solo piccoli impianti ad uso aziendale e per l’autoconsumo.
 
Si tratta delle stesse identiche proposte che il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese ha presentato e chiesto in Consiglio Comunale, ma che l’attuale maggioranza non ha avuto il coraggio di accogliere.
 
La domanda sorge spontanea: perché Castiglion della Pescaia sì e Castiglion Fiorentino no?
Chiarisci che la nostra posizione non è contraria alle energie rinnovabili.
 
Il nodo centrale riguarda le modalità: come aumentare la produzione energetica senza stravolgere il territorio. La priorità deve essere l’autoconsumo e lo sviluppo effettivo delle comunità energetiche, affinché la produzione generi benefici concreti e diretti per cittadini, famiglie e imprese locali. Castiglion Fiorentino fa parte di una comunità energetica, ma finora i benefici si sono visti col contagocce.
 
Il rischio concreto è lasciare spazio alla speculazione. Occorre chiedersi quante delle aziende che presentano questi progetti siano realmente legate al territorio e quante arrivino da fuori, magari riconducibili a grandi gruppi e multinazionali.
 
È inaccettabile che a un normale cittadino vengano posti infiniti vincoli burocratici per ampliare la propria abitazione, mentre si autorizzano impianti di decine di ettari in grado di alterare irreversibilmente il paesaggio.
 
Il paesaggio non è soltanto una cartolina: il paesaggio è economia. La nostra agricoltura e il nostro turismo sono direttamente legati alla qualità del territorio e della vita. A chi piacerebbe trovarsi un maxi-impianto a poche decine di metri da casa?
 
Chiediamo che l’Amministrazione Comunale introduca con urgenza regole stringenti:
• Limitare il dimensionamento degli impianti;
• Fissare criteri chiari a tutela del paesaggio e della vocazione turistica;
 
• Garantire che, nell’agrivoltaico, l’azienda agricola sia reale protagonista della gestione e dell’impianto, e non un semplice proprietario che cede il terreno a terzi.
 
Serve un’amministrazione dotata di una visione chiara e del coraggio di scegliere, non i balbettii a cui abbiamo assistito in Consiglio Comunale.
 
Occorre comprendere che non tutto ciò che è normativamente possibile deve essere necessariamente realizzato. Non si tratta di dire un “no” a prescindere alle rinnovabili, ma di decidere dove, come e nell’interesse di chi realizzarle.
 
Tra qualche mese potrebbe essere troppo tardi. E quando il paesaggio sarà compromesso, non basterà sostenere di non aver compreso cosa stesse accadendo.
Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese

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