Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio svolti dalle Volanti della Polizia di Stato di Arezzo ed il contrasto alla violenza domestica e di genere è stato tratto in arresto in flagranza di reato per stalking, un uomo di trentadue anni, alla luce delle reiterate condotte persecutorie poste in essere ai danni della sua ex compagna nel corso degli ultimi mesi, dopo la rottura della loro relazione.
In particolare la donna, poco prima dell’uscita dal lavoro, vedeva dalle finestre del proprio ufficio, appostata davanti all’ingresso dello stabile, l’autovettura del suo ex compagno, residente fuori provincia e che già in altre occasioni, oltre a tempestarla di chiamate e messaggi, si era presentato più volte presso il luogo di lavoro e presso l’abitazione della donna con l’intento di parlarle e convincerla a riprendere la loro relazione dopo la recente rottura.
La donna a quel punto, dopo aver intimato all’uomo di allontanarsi, usciva dal luogo di lavoro per recarsi presso la scuola frequentata dalla figlia e riaccompagnarla a casa dopo la fine delle lezioni. L’uomo la seguiva con la propria autovettura.
A quel punto la vittima chiamava il 112 NUE e prontamente intervenivano le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo.
Gli operatori di polizia individuavano quindi l’autovettura segnalata e la fermavano per procedere ad un controllo.
L’uomo alla guida, rispondendo nervosamente agli agenti, negava di aver pedinato la ex compagna, ma non riusciva a giustificare la sua presenza in provincia di Arezzo, pur provenendo dal nord Italia e non avendo altri motivi per trovarsi lì in quel momento.
La persona, dopo essere stata identificata, veniva quindi condotta in Questura per accertamenti.
I poliziotti delle Volanti rintracciavano sul posto anche la vittima, che poco prima aveva chiamato il 112 NUE ed era insieme alla figlia minore dopo averla prelevata da scuola.
La donna, molto scossa, veniva accompagnata insieme alla minore in Questura, dove decideva di sporgere denuncia contro l’ex compagno.
Nel corso della denuncia emergevano una serie di condotte persecutorie e vessatorie, perpetrate dall’uomo nei confronti della vittima, che andavano avanti da mesi.
La donna oltre a produrre immagini di precedenti appostamenti e pedinamenti effettuati dall’uomo dopo la rottura della loro relazione, produceva una serie di mail e messaggi in cui erano contenute offese e minacce dai toni sprezzanti e violenti rivolte dall’indagato nei suoi confronti.
Dato il quadro allarmante emerso, i gravi elementi indiziari acquisiti e lo stato di flagranza l’uomo veniva tratto in arresto per il reato di atti persecutori.
Contattato il P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Arezzo lo stesso disponeva che l’uomo venisse associato agli arresti domiciliari in attesa della convalida.
L’arresto veniva convalidato dal G.I.P., ma stante lo stato di incensuratezza dell’uomo il Giudice non applicava all’indagato alcuna misura cautelare.
Si precisa che nei confronti dell’indagato in considerazione dell’attuale fase del procedimento, sussiste la presunzione di innocenza, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

