“È davvero un peccato e lo dico con rammarico. Con 66.000 euro avremmo potuto garantire un voucher sport da 150 euro a 440 bambini e bambine, ragazzi e ragazze della città. Parliamo di giovani che hanno pienamente diritto al contributo ma che nella graduatoria pubblicata il 2 ottobre sono rimasti esclusi per mancanza di risorse.
Risorse che avevo individuato nell’avanzo libero di amministrazione del Comune, senza togliere nulla a nessuno. Eppure, l’emendamento che ho presentato in Consiglio Comunale non è stato approvato.
Negli ultimi anni siamo sempre riusciti a finanziare tutte le domande ammissibili, anche attraverso stanziamenti successivi. Oggi, invece, 440 giovani atleti aventi diritto rimangono esclusi, nonostante le risorse necessarie fossero disponibili. Purtroppo queste resteranno inutilizzate fino alla fine dell’anno. Non è quindi un problema di mancanza di soldi ma di volontà politica.
C’è poi una contraddizione evidente: nel programma elettorale della coalizione di centrodestra abbiamo previsto di innalzare progressivamente la soglia ISEE per accedere ai voucher sport da 20.000 a 25.000 euro. Oggi, nei fatti, la soglia effettiva di finanziamento si abbassa a poco più di 15.000 euro. Avevamo promesso di ampliare le opportunità e stiamo invece restringendo la platea dei beneficiari.
E veniamo alle responsabilità politiche della scelta: l’assessore Merelli ha giustamente osservato in aula che queste decisioni andrebbero programmate per tempo, senza arrivare all’ultimo momento con un emendamento. Sono d’accordo.
Ma se i consiglieri comunali non vengono coinvolti preventivamente e, soprattutto, se l’assessore allo sport Maria Antonietta Di Tommaso non si preoccupa di richiedere per tempo le risorse necessarie, il problema nasce proprio dalla mancata programmazione e sensibilità politica di chi ha questa responsabilità.
L’assessore Di Tommaso, che non risponde alle mie interrogazioni ma che sui social scrive che ‘nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciare allo sport per motivi economici’, dovrebbe far seguire i fatti alle parole.
Con 440 giovani aventi diritto ed esclusi per mancanza di fondi, mi sarei aspettato che fosse proprio l’assessore allo sport a farsi promotrice di una soluzione, anziché dover arrivare a un emendamento presentato da un consigliere comunale.
Mi dispiace sinceramente per questi 440 giovani atleti e per le loro famiglie. Avevo individuato una soluzione concreta, immediatamente percorribile e che non avrebbe penalizzato nessuno.
Ho provato a dare il mio contributo ma la proposta non è stata accolta. È una scelta politica che considero profondamente sbagliata. Mi auguro che ci sia ancora la volontà di rimediare, perché lo sport deve essere sostenuto con atti concreti, non soltanto con dichiarazioni di principio”.

