“A istituire un tetto alla presenza di bambini e bambine stranieri per avere le migliori condizioni d’integrazione ci provai esattamente 10 anni fa. Non c’erano le condizioni e dovetti fare marcia indietro.
Oggi quelle condizioni ci sono a livello nazionale e sono molto contenta. In questo senso formalizzerò al ministro Valditara la disponibilità a essere ‘comune sperimentale’.
L’integrazione costituisce un processo complesso che ha bisogno di punti fermi e questo lo è. Trovo inoltre particolarmente utile coinvolgere le famiglie per sostenere lo studio della lingua italiana, soprattutto per le donne e le mamme.
Ogni integrazione passa dal rispetto delle regole di chi accoglie e prima ancora dalla loro conoscenza”.

