Arezzo per Gaza: Martedì 4 agosto davanti alla Prefettura per Fakir

Quello che è successo non è un dramma isolato, ma il tragico risultato di una precisa visione politica e sociale.

La morte di Fakir si inserisce infatti nel quadro complessivo di come il Governo e le istituzioni territoriali scelgono di affrontare la questione sociale: unicamente attraverso la violenza e la repressione.

Gli ultimi “Decreti Sicurezza” sono solo l’espressione più evidente di un sistema che colpisce l’intera società. Dal perenne stato di guerra, alle zone rosse ai Daspo urbani, fino alla repressione sistematica del dissenso in ogni ambito, dalle scuole, ai posti di lavoro, fino alle piazze per i diritti, per il clima e il ddl anti maranza.

Ma chi risponde al bisogno con la repressione, firma soltanto la propria disfatta umana e istituzionale.

La repressione non è mai una soluzione, ma una precisa volontà politica.
Abbiamo noi tutti un urgente bisogno di ripensare le nostre relazioni, di pretendere servizi efficaci, accoglienti ed umani.

La fragilità non è un problema di ordine pubblico da nascondere dentro al decoro, ma la trama stessa della nostra umanità.
Nessuno deve più essere lasciato da solo a camminare nel buio.
Nessuno deve mai più morire per il torto di essere fragile.

Alternativa Comune, Arezzo per Gaza, Bule’/Movimento Municipalista, Cgil, Anpi, Arci, Centro Enrico Berlinguer, Arezzo 2030, Avs, Rifindazione Comunista-Se, Legambiente Arezzo, Hanan Ezzarouali, Partito Comunista dei Lavoratori Arezzo, Partito Comunista di Unità Popolare. Pd Provinciale, Il Corsaro Aps, Arezzo, Poggio del Sole, Sgb Sindacato di Base Toscana.

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