Prosegue il Monte San Savino Festival 2026, la rassegna che fino al 1° agosto sta trasformando la città in una piccola capitale della musica classica, dove centinaia di giovani musicisti provenienti da tutta Italia vivono un’esperienza unica di formazione, studio e condivisione.
Dopo il successo del concerto inaugurale dedicato a Johann Sebastian Bach, il secondo appuntamento è in programma sabato 25 luglio alle ore 21.15, nella suggestiva cornice del Chiostro di Palazzo di Monte, con un concerto interamente dedicato al pianoforte a quattro mani affidato al prestigioso DUO PIANISTICO MEDICEO, formato da Francesca Amato e Sandra Landini.
Sarà una serata che accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio attraverso il grande repertorio europeo con musiche di Edvard Grieg, Gioachino Rossini, Stefano Calligaris, Pëtr Il’ič Čajkovskij e Franz Liszt, eseguite in raffinate trascrizioni per pianoforte a quattro mani.
Le due interpreti rappresentano una delle realtà più apprezzate del panorama pianistico italiano. Francesca Amato, vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, svolge un’intensa attività concertistica nelle principali sale italiane ed europee ed è docente al Liceo Musicale di Pisa.
Sandra Landini, anch’essa pluripremiata, si è esibita come solista in alcuni dei più prestigiosi teatri e festival internazionali, dagli Stati Uniti all’Europa, collaborando con importanti orchestre sinfoniche ed è docente presso il Conservatorio “Giacomo Puccini” della Spezia.
La loro presenza conferma l’alto profilo artistico del Monte San Savino Festival, che ha scelto di costruire un progetto nel quale i grandi interpreti non si limitano a esibirsi, ma diventano protagonisti anche della formazione delle nuove generazioni attraverso masterclass e incontri con gli allievi.
Per oltre due settimane Monte San Savino vive immersa nella musica: dai chiostri alle chiese, dal Museo del Cassero agli auditorium e agli antichi palazzi, ogni giorno giovani musicisti studiano, provano e condividono il proprio talento con docenti di fama internazionale.
La città si trasforma così in un laboratorio musicale diffuso, dove la musica classica non è soltanto spettacolo, ma diventa occasione di crescita, incontro e valorizzazione del patrimonio culturale.

