La vittima, una 72enne residente di Arezzo, è stata contattata telefonicamente da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri, che l’ha convinta a preparare tutto l’oro per confrontarlo con quello trafugato nel corso di una rapina, nella quale sarebbe stata utilizzata la carta d’identità del marito, che, nel frattempo, si sarebbe dovuto allontanare dall’abitazione e raggiungere il Comando Provinciale dei Carabinieri di via Generale Carlo Alberto dalla Chiesa.
Per fortuna la solita tecnica questa volta non è andata a segno, perché il marito, 77enne, della donna, mentre raggiungeva la sede dei Carabinieri di Arezzo, ha deciso di contattare il 112 per esternare ai “veri Carabinieri” i dubbi che aveva sull’operato del fantomatico collega.
Immediatamente i carabinieri della Compagnia aretina si sono portati a casa della donna, senza attendere l’arrivo del marito in caserma e hanno sorpreso un 21enne originario della provincia di Bari, ma residente in Veneto, qualificatosi come “maresciallo dei carabinieri”, mentre tentava di ritirare i preziosi per il “confronto”.
Arrestato dai militari dell’Arma questa mattina si dovrà presentare presso il Tribunale di Arezzo.
La suddetta comunicazione è fatta nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito

