Comitato Sava: Arezzo perderà i Frecciarossa dal 2027?

Negli ultimi giorni sta circolando con insistenza una voce riguardante una possibile cancellazione dei treni Alta Velocità che attualmente fermano ad Arezzo. 
 
Per fare chiarezza sulla situazione abbiamo intervistato Matteo Galli, presidente del comitato SAVA.
 
Cosa succederà sulla Direttissima dal 2027?
 
Galli spiega che nella seconda metá del 2027 entrerà nel mercato italiano un nuovo operatore ferroviario: la francese SNCF.
 
“SNCF ha già richiesto l’introduzione di alcune coppie di treni Alta Velocità sulle linee italiane. L’arrivo di un nuovo operatore aumenterà la concorrenza e questo porterà probabilmente a una diminuzione dei prezzi: un’ottima notizia per i passeggeri”.
 
Buone notizie anche per i viaggiatori aretini?
 
Secondo Galli, non necessariamente.
“La Direttissima è già oggi vicina alla saturazione. Inserire altre coppie di treni non porterebbe vantaggi per Arezzo, anzi potrebbe causare la cancellazione delle attuali fermate Frecciarossa nella nostra città”.
 
Per quale motivo?
 
“I treni Alta Velocità viaggiano a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Aggiungere ulteriori corse su una linea già satura rischia di complicare ulteriormente la gestione del traffico ferroviario.
 
Inoltre i treni che fermano ad Arezzo perdono circa 15 minuti tra uscita dalla Direttissima, sosta in stazione e rientro sulla linea AV. Questo tempo aggiuntivo può creare perturbazioni alla circolazione”.
 
Tutte le coppie di Frecciarossa rischiano di essere cancellate?
 
“Se la Regione Umbria continuerà a finanziare la coppia proveniente da Perugia, dovrebbe restare almeno un collegamento verso Milano e Bologna. Tuttavia Arezzo rischierebbe di perdere le altre due coppie dirette verso Roma e Napoli”.
 
Come si potrebbe evitare questo scenario?
 
Per Galli la soluzione resta una sola:
“La risposta è sempre la stessa: Medioetruria a Rigutino. Solo una stazione AV dedicata permetterebbe di intercettare almeno 10 coppie di treni Alta Velocità e collegare Arezzo e il suo territorio al resto d’Italia in modo competitivo”.
 
Secondo il presidente del SAVA, l’opera sarebbe fondamentale per il futuro economico del territorio.
 
“Senza infrastrutture adeguate il rischio è quello dell’isolamento, con conseguenze negative sull’ economia dell’intera area”.

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