Giovanni Grasso: l’Ateneo di Arezzo investirà nelle professioni sanitarie

Arriva una buona notizia per l’Università ad Arezzo. E non arriva per caso, ma per l’impegno, la competenza e la visione che Giovanni Grasso, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche, ha avuto rappresentando anche l’allarme che era scattato in centinaia di studenti e famiglie della nostra città

L’Università di Siena aveva programmato lo spostamento nella città del Mangia della sede aretina dei corsi delle professioni sanitarie. Volontà contro la quale dalla città non si è sentita una sola parola da parte dell’amministrazione comunale.

Ad inizio aprile Giovanni Grasso si è opposto assieme agli studenti e alle famiglie, scrivendo una dura lettera al Rettore dell’università di Siena e spiegando le ragioni della assurdità di una simile scelta. 

Quando si parla di Università, di sanità e di professioni sanitarie, non si parla solo di aule, lezioni e burocrazia. Si parla del futuro dei giovani aretini, della possibilità di formare infermieri, fisioterapisti e tecnici sul territorio, della capacità di Arezzo di restare attrattiva, viva, autorevole.

Rispondendo alla lettera di Giovanni Grasso, capolista di casa Riformista alle elezioni comunali, il Rettore ha riconosciuto la centralità del tema (“chiaro lo spirito propositivo” e “l’evidente attenzione rivolta alla qualità della formazione” sul territorio aretino).

Nella risposta ufficiale dell’Università di Siena si dà atto che il tema posto dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Arezzo non era né strumentale né secondario.

La richiesta era chiara: prevedere fin dal bando 2026/2027 il corso replica ad Arezzo per Infermieristica e per le professioni sanitarie, o quantomeno formalizzare un percorso certo per garantire continuità, qualità e dignità alla formazione universitaria nella nostra città.

Per l’anno accademico 2026/2027 l’Università comunica che non sarà possibile attivare subito il corso replica, richiamando la scadenza dei termini ministeriali.

Ma il punto politico vero è un altro: nella stessa risposta il Rettore assicura che l’Ateneo si sta già adoperando per attivare il corso replica nella sede di Arezzo dall’anno 2027/2028.

La battaglia portata avanti da Giovanni Grasso, dall’Ordine, dagli studenti e dalle famiglie ha prodotto un risultato concreto: Arezzo è tornata al centro del confronto istituzionale.

Ed emerge una responsabilità politica pesante, perché il Sindaco e l’Assessore competente non hanno mosso un dito. Nessuna presa di posizione forte.

Nessuna battaglia pubblica. Nessuna pressione istituzionale visibile per difendere il futuro universitario di Arezzo.

Grasso sostiene con chiarezza che non si può impoverire la formazione universitaria aretina e si deve pretendere rispetto per gli studenti, per le famiglie, per i professionisti e per un territorio che non può essere considerato periferico rispetto a Siena o ad altre città.

Ora l’impegno dell’Ateneo per il 2027/2028 deve diventare un atto formale, scritto, verificabile. Non bastano le intenzioni. Serve un percorso chiaro, con tempi, responsabilità e garanzie.

La didattica innovativa può aiutare, ma non può sostituire una vera presenza universitaria strutturata sul territorio, con i tirocini, i laboratori, il tutorato e la qualità della formazione da svolgere in presenza, nelle aule del Pionta e del san Donato.

Quando qualcuno alza la voce con competenza e senza paura, le risposte arrivano.

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