Menchetti: “Sulla mala movida e sul turno notturno della Municipale”

“Quando si parla di movida ad Arezzo mi viene in mente il centro storico: piazza della Badia, piazza San Francesco, via Garibaldi, via Cavour, via Madonna del Prato, il centro pulsante frequentato in massima parte dai giovani aretini e costellato di molti locali aperti fino a tarda notte.

Oltre ai giovani, ci sono tutti i residenti del centro storico con famiglie, anziani, single, disabili, ecc. Un panorama eterogeneo che al pari dei giovani aretini il nuovo sindaco ha il dovere di tutelare.

Infatti il diritto al riposo notturno, la possibilità di poter parcheggiare l’automobile in prossimità della propria abitazione, il dovere di assicurare loro un centro storico pulito, decoroso, sicuro sono interessi da gestire contemporaneamente. L’uno non deve escludere l’altro.

In questa campagna elettorale c’è chi invoca il dialogo con i ragazzi, regole chiare di comportamento di coloro che vivono la movida, un’amministrazione che stringa un patto con i gestori dei locali su vendita di alcolici e strumenti rumorosi (la musica). 

Tutte iniziative utili ma i residenti chi li ascolta?

Molto prima dell’inizio di questa campagna elettorale, nella mia attuale carica di consigliere comunale ho avuto modo di confrontarmi più volte con i residenti.

Il mio è stato un percorso di ascolto e di lettura dei loro legittimi bisogni. Mi sono messo nei loro panni ed ho riportato le loro giuste istanze in consiglio comunale in varie occasioni ma non sono state ascoltate dalla giunta Ghinelli.

Risultato: dopo il fine settimana il centro è invaso da una distesa di bicchieri di plastica e di vetro abbandonati in ogni angolo, bottiglie, cartacce, residui della baldoria della sera prima. Per non parlare poi dei bisogni fisici espletati dai soliti  incivili su vespasiani improvvisati. Tutto questo genera tensioni sociali che devono essere risolte velocemente.

La polizia municipale di Arezzo fa quel che gli compete. Conosco molti vigili. Non si sono mai tirati indietro di fronte a nulla, ma il dato è che sono pochi numericamente e non hanno la competenza nella conduzione diretta di situazioni ad alta criticità, come può diventare improvvisamente la gestione di più soggetti in stato di alterazione a seguito dell’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti.

Una pattuglia composta da un equipaggio di due/tre agenti in uno scenario operativo come piazza della Badia di fronte a mille persone è assolutamente sottodimensionata e tale situazione può diventare pericolosa per l’incolumità degli stessi vigili.

Cosa volete che possa fare il nuovo comandante della municipale nominato da Ghinelli poche settimane prima delle prossime elezioni? E’ un uomo, uno solo.

Per eccezionale che possa essere, resta sempre uno. Il “fuoriclasse”, ammesso che lo sia davvero, non fa vincere il campionato, permettendomi una metafora calcistica. Ci vuole la squadra.

Con quel che costa questo nuovo dirigente comunale si sarebbero potuti assumere almeno altri quattro vigili, che sarebbero andati a rinforzare i ranghi della municipale.   

Con queste premesse dunque chi parla di “quarto turno” della polizia municipale di Arezzo, lo fa per mera propaganda.

Le forze dell’ordine di Arezzo, tutte, cioè polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, sono già schierate sul territorio e la polizia municipale è sempre stata di supporto ma non si può delegare ai vigili urbani l’ordine e la sicurezza pubblica senza essere intervenuti prima con specifici corsi di formazione, strumenti di difesa, divise ed equipaggiamenti adeguati al tipo di intervento da realizzare sul campo, veicoli prestazionali per i compiti di istituto.

Soprattutto non si può semplicisticamente invocare il turno notturno della polizia municipale di Arezzo – quello che va dall’una di notte alle sette del mattino per capirsi, quello a maggior rischio per l’incolumità degli stessi agenti, che sono prima di tutto delle persone e non dei robot – senza avere siglato preventivamente un accordo con l’Amministrazione comunale che garantisca loro la difesa legale in giudizio in caso di colluttazione e di processo penale. 

Perché i vigili devono pagarsi di tasca loro l’avvocato per tutelarsi dalle aggressioni subite?

Per la tutela dei diritti dei residenti, dei giovani, dei gestori dei locali notturni, esistono dei protocolli d’intesa da attuare al tavolo del comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica ma a questo tavolo devono potersi sedere anche i rappresentanti del centro storico, ne va della qualità della loro vita.”

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