La lettera di Orgoglio Amaranto agli aretini

Perché non è solo calcio
La passione collettiva che si è manifestata nel suo picco massimo nei festeggiamenti per la percepire un qualsiasi osservatore.
 
Una squadra che sale di categoria è una città che cresce nel suo complesso, dal punto di
vista sportivo, ma anche sociale ed economico.

Se a questo si aggiunge la concomitanza con il progetto del nuovo stadio l’impatto si amplifica grazie alle caratteristiche che avrà la nuova struttura, di sostenibilità ambientale e allo stesso tempo economica, con attività previste tutto l’anno, alternando le partite sul rettangolo verde agli eventi per la comunità aretina.

Perché, chi lo vive lo sa, questo non è solo calcio, è il fenomeno più popolare che ci sia e che resiste nonostante le decisioni nazionali che di popolare hanno ben poco.
 
È presidio sociale, è un catalizzatore, uno strumento forte di aggregazione anche tra le diverse generazioni, che trasmette passione, voglia di partecipare, senso di appartenenza, attaccamento alla squadra che rappresenta la propria città, fin dalle più piccole età.
 
E questo accade nonostante spesso il sistema calcio faccia di tutto per ostacolare la
presenza dei tifosi allo stadio.

Dagli orari delle partite impossibili e non rispettosi della stragrande maggioranza dei lavoratori, alla presenza della squadre B che non sono portatrici di nessuno di questi valori.
 
Per non parlare poi dell’uso indiscriminato del divieto di trasferta e dei prezzi
sproporzionati applicati nei settori popolari.

Come Orgoglio Amaranto oggi ci troviamo a vivere un momento pieno di entusiasmo che si riversa nella partecipazione popolare dei soci, molti dei quali sono anche volontari attivi nei momenti organizzativi, e dei tifosi tutti che hanno dato grandi segnali di sostegno al comitato nato ormai 16 anni fa.
 
Un sogno collettivo che ha forza proprio perché unisce e moltiplica le energie ed è possibile perché è di un gruppo e non di un singolo.

Le persone come noi, che hanno dentro una passione forte e radicata, oggi festeggiano, sorridono e sono piene di speranza per il futuro amaranto. Accanto a noi ci sono figlie e figli, ci sono i nipoti
con i nonni, gruppi di amici, intere famiglie.
 
Nel cuore portiamo chi non c’è più e che ha potuto vedere la festa della promozione da
lassù.

Quaggiù invece a suggellare tutto ci sono emozioni che si intrecciano, lacrime e cori, con un grande sfondo amaranto.

Da una parte gli abbracci con chi ritrovi al tuo fianco a festeggiare dopo i 20 anni di attesa e dall’altra chi vede per la prima volta questa festa.
 
È soprattutto per voi, figli del popolo amaranto, appena diciottenni e adolescenti, bambine e bambini, questo momento storico.
 
Non ve lo dimenticherete più.
 
Alla famiglia Manzo, al presidente Guglielmo, con gratitudine, diciamo ancora una volta qua la mano! Noi ci siamo con l’1% di azione, ma anche il 100% di passione.

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